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Sharman-Avalon

Sharman

Guest

La città della scienza al lavoro. Racchiusi in una valle nascosta a molti, il sentiero stesso che la collega al resto del mondo è sigillato da potenti incantesimi che ingannano la vista. Solo coloro che sono ritenuti grandi esseri nella mente e nello spirito possono dipanarsi nel groviglio di flussi magici fino a scorgere il profilo delle alte torri che la guardano, placide e straordinarie.
File ordinate di case sono disposte al centro del villaggio in rapida crescita sotto la spinta del desiderio profondo di conoscere e scoprire. L'ordine è costruito fino a rasentare una meticolosa ossessione in modo da ottimizzare lo spazio e il tempo dei suoi abitanti. Sono distribuiti nelle abitazioni in base alla dedizione, alle capacità e al compito che ricoprono in un meccanismo di interazione che rende ognuno indispensabile e parte integrante della vita quotidiana, come linfa vitale sotto il cielo limpido.
Le officine e le industriose manifatture sono pertanto vicine il più possibile ai loro lavoratori, che giornalmente si riuniscono nel municipio in costante miglioramento per discorrere e gioire in comunità. Ma tutto ciò è finalizzato al sapere, alla conoscenza e alla ricerca dei segreti dei mille mondi cui questa valle è connessa da esili e fragili sentieri del tempo. Attraverso i codici sacri i saggi si connettono all'etere cercando di decifrare le verità che il cosmo sussurra quotidianamente, verità che vengono raccolte e custodite gelosamente nelle fortezze fluttuanti. Imponenti e sempiterni emblemi degli straordinari obiettivi raggiunti, ritemprano alla vista la dedizione degli animi stanchi e donano agli amici sprone al miglioramento di se stessi e alla grandezza. Solo ai più fidati viene concesso il privilegio di accedere alle sale della conoscenza, i livelli più alti e segreti ove, in cristalli magici, sono racchiusi i segreti più impensabili.
Molti sono gli apprendisti che studiano nelle ampie luminose sale di Avalon, ma la prova per divenire saggi si svolge nel lago vicino. Saggio sarà colui che riuscirà a muoversi nel lago e nella foresta circostante senza turbare la vita che lo circonda in tutte le sue forme.
Tristemente nel corso della sua lunga e pacifica storia anche questo piccolo popolo ha incontrato non poche avversità e si è scontrato con non pochi nemici, interni e esterni. Non è tuttavia possibile comprendere appieno come sia stato possibile senza che vi narri la storia che li ha visti legarsi a questi lidi. Persi nell'antichità sono i loro nomi, si dice che i primi fondatori furono otto saggi tra i più grandi scienziati e filosofi del loro tempo ormai lontano. La loro capacità di leggere il mondo era invidiata da molti, ma soprattutto erano temuti i poteri che avevano creato da tale conoscenza. E sebbene non avessero mai utilizzato tali poteri se non per la prosperità e la felicità di tutti, l'avidità di pochi iniziò a partorire folli idee in coloro che bramavano il potere più che la pace. Non fidandosi dell'autocontrollo di giovani avventati, i saggi rifiutarono di condividere il loro potere. Fu così che costruendo per giorni e anni falsità e manipolazioni, bastò un singolo errore, un meraviglioso esperimento con triste esito nel tentativo di curare una piccola manipolando la natura stessa, perché la malvagità e l'ignoranza trionfassero e gli otto venissero scacciati e inseguiti fino ai confini dei cinque regni. Fu nel profondo della disperazione, al colmo dello scoramento che la foresta stessa offrì loro un rifugio, impietosita dalla loro generosità anche nei momenti più drammatici: avevano infatti rischiato loro stessi, superando i limiti dei loro poteri, per proteggere la natura tutta dalla violenza distruttrice degli inseguitori.
Fu così che decisero di stabilirsi in questa valle godendo finalmente della pace agognata e iniziando a costruire quanto oggi vedete. Vincolarono magicamente un codice tra loro: mai si sarebbe accettato un alleato che ambiva al potere prima che alla vita, e mai si sarebbe utilizzata la conoscenza per il piacere della supremazia e della gloria. Iniziarono anche a dialogare con gli animali aiutandoli a evolversi e a raggiungere la consapevolezza. Tristemente, assieme a essa svilupparono anche alcuni tratti della natura umana invidiosa e rabbiosa, quando incapace di trovare soddisfazione e gioia in se. Solo molte centinaia di anni più tardi, dimentichi dei rischi che avevano portato alla creazione di quel luogo e desiderosi di abbracciare altre persone che condividessero la loro generosa natura, iniziarono a avventurarsi in villaggi fuori dalla foresta trovando amici fedeli e solidali, ma anche violenze, soprusi e malvagità. Decisero così di creare un esercito, che potesse difendere loro e gli altri da banditi e dai piccoli branchi di animali feroci che scendevano dai loro nascondigli sulle montagne alla ricerca di tesori e potere.
In questo periodo molte furono le vite spezzate e pochi giovani avventati apprendisti cercarono di usare il potere per distruggere tali nemici piegando la natura al loro volere. Gli anziani, fortunatamente avvertiti dagli spiriti della foresta che in passato avevano aiutato i fondatori, riuscirono con parole calme e qualche bastonata a ricondurre molti sulla retta via. Tre soltanto furono irremovibili e vennero condannati per l'eternità: i loro corpi e i loro spiriti vennero incatenati nelle prigioni sorvegliati da tigri alate, mentre il loro stesso potere veniva prelevato per costruire una difesa ulteriore per il villaggio e i suoi abitanti, formando una barriera impenetrabile lungo i passi di montagna. Tale prigione avrebbe permesso loro di non invecchiare e di riflettere sui loro errori: si dice che la prigione si possa aprire solo dall'interno, qualora gli sconsiderati apprendisti comprendano i loro errori. In tal caso le catene si romperebbero e la loro magia finalmente sarebbe rilasciata e aperta la via per il potere dei saggi che vanamente avevano cercato, non vedendolo in loro stessi: la natura della conoscenza è infatti accettazione e pace.
Una leggenda dice che abbiano già raggiunto la via e attendano vegliando sui discendenti da migliaia di anni. E se mai si ricadrà nello stesso errore, vedendo lo scempio attorno, i tre usciranno dal ghiaccio eterno per fare per gli altri ciò che i loro maestri hanno dato per loro.
 

Sildymosik

Utente attivo
Avalon...città della scienza...rispetto per la natura...siamo sicuri, Scatta, che sia una città umana??? :D :D :D

L'unica cosa di umano che vedo è la connessione ad internet tramite smartphone (che lui chiama "codici sacri"):
Attraverso i codici sacri i saggi si connettono all'etere cercando di decifrare le verità che il cosmo sussurra quotidianamente
Grande, amico!! Bella storia davvero.
 

Sharman

Guest
Grazie mille per i complimenti. I codici sacri sono quei bei libroni incatenati :p così pesanti che se ti cadono in testa mentre addormentato dormi sui libri ....