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Annael Sidel

annaelsidel

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Più tanto fai che più in fretta sparisce

Si erano salutati tra abbracci e baci, la priorità era sempre quella, trovare altri alleati e altri Lord Ribelli.
Dal punto di vista Politico non si sentiva più il peso e la presenza dell’Alleanza Orientale, militarmente era ancora presente ma con meno soldati Orientali. Del Lord Reggente in carica non si sapeva niente, ancora nessuno l’aveva mai visto. La Regina, il Generale e il Prelato erano loro che comandavano e gestivano tutto quanto. Altamente pericolosi, Lei uccideva per noia, il Generale per il gusto di farlo, il Prelato perché era uno psicopatico.
Le uniche truppe Orientali rimaste; 6 Legioni, erano al loro comando con 2 legioni a testa, al grosso dell’esercito si era unito l'esercito dei Lord del Regno passati dalla parte dell’Alleanza Orientale. Il Regno perse molto guide importanti, i Lord più ricchi e potenti lasciarono il Regno promettendo che sarebbero ritornati in tempi migliori. Andarono via anche i grandi politici, funzionari, praticamente era in corso una migrazione di persone che potevano far la differenza e dar un sostanziale aiuto alla Causa. Ed un umile oste scriveva così sul suo Libro Nero:
“E così andava il Regno alla deriva con il popolo che dannava i responsabili di una così veloce caduta e pieni di nostalgia ricordavano tempi migliori. Non credevano agli addii fatti nei sussurri e a quelle promesse sul Domani, e chi è il Domani? Come puoi costruire un Domani quando girano voci che la Regina ha preso bambini e messi in schiavitù togliendo loro i sogni, segnando per sempre i loro corpi con Marchi, rendendo le loro menti vuote asservite nell'incubo”

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La situazione peggiorò di giorno in giorno. Ad andarsene furono anche costretti Fortunato, Otto il Pego ed anche Leslie. Andarono nel Regno dove si stava formando una Lega Anti Orientale con al comando una ragazza; 23 anni, che godeva del supporto del “suo uomo” un ex militare di 45 anni, mezzo esaltato, ex Legionario, ex Mercenario, tutto fumo e niente arrosto.
Edo non si mosse e restò nel Regno.
Il Lasi sarebbe dovuto andar via ma preferì restare, nelle sue terre per il momento non ci poteva ritornare; e chissà come mai… si ritrovò invischiato in una situazione compromettente e la Regina lo obbligò ad un allontanamento finchè la situazione non si sarebbe chiarita. Passati 6 mesi e non avendo nessuna risposta il Lasi decise di far ritorno a casa, troppo ma veramente troppo era passato dal quel bacio, la questione andava risolta, era deciso a dichiararsi.

Lasi, Cavalier di Aquisale, finalmente stava tornando a casa, con lo scopo di chiedere a Guglielmo e alla moglie, la mano della lor figlia Mirtilla. Era ancora nella regione di Edo quando arrivò ad un fiume e notò che sul ponte vi era un posto di blocco armato, si fece avanti dando le credeziali, a sorpresa il suo nome era già nella lista dei ricercati. Arrestato ed interrogato; caricato su un carro venne spedito alla Capitale, del suo arresto non lo seppe nessuno.

Fortunato, Otto, il Pego e Leslie passarono un buon periodo iniziale, la ragazza a capo della Lega li promosse ad Ufficiali e poi tutto iniziò a crollare come un castello di sabbia mangiato piano piano dalla marea.

Iniziarono le liti tra Leslie e la ragazza della Lega, si trovarono coinvolti in una rete di tranelli, preferirono farsi togliere i gradi di Ufficiali, a loro si unì una donna originaria delle Terre del Nord. Divergenze, conflitti personali e d’interessi, invidie e gelosie, andarono sempre più ad aumentare. Alla fine cambiarono Regno portandosi con loro altre persone e nuovi amici. Decisero di andare in un Regno ad Ovest dove il Fortunato aveva vecchie conoscenze. Nel Regno dove misero piede le cose iniziarono subito male, dovettero occuparsi di alcuni castelli che puntualmente venivano sempre attaccati. Dopo 4 mesi di questo inferno Leslie volle ritornare al loro Regno ed ovviamente Fortunato la seguì. Anche Edo, Otto e il Pego preferirono alla fine lasciare il Regno ma la loro assenza durò solo un paio di mesi e fecero ritorno. Appena Otto rientrò nel suo castello il giorno dopo arrivarono il soldati della Regina ad arrestarlo.

Lasi aveva passato alcuni mesi in prigione, arrivarono i suoi Consiglieri che; pagando trattarono la sua liberazione. La cifra chiesta dalla Regina era troppo elevata, si venne ad un accordo, per il resto della cifra Lasi doveva entrare alle dipendenze della Regina fino al totale pagamento. E fu proprio lui a portare agli arresti davanti alla Regina il suo caro amico Otto. L’Otto era accusato di aver raggirato una anziana Dama, con dei modi alquanto illeciti, per una questione che riguardava l’Eredità della vecchia, Otto risultò l’unico beneficiario. Le carte presentate da Otto si dimostrarono tutte false, patteggiò, pagò i danni e la pena venne cambiata in 3 mesi. Intervenne il Lasi in aiuto dicendo che Otto era un valido addestratore militare, la Regina lo reclutò per il periodo della pena.
 

annaelsidel

Utente attivo
Passarono i mesi e alla fine si ritrovarono tutti quanti insieme al castello di Edo adesso erano in 11, 11 ribelli pronti a lottare con questa Alleanza Orientale. Buttarono giù subito altre idee e progetti ma poi fecero 11 passi indietro, ancora non vi erano le basi per iniziare una Rivolta. Leslie si propose nuovamente di recarsi sui Monti Sacri, ma il gruppo era contrario. Seguirono altri incontri segreti, Leslie diventò sempre più puntigliosa, a lei non interessava più la situazione politica e militare, voleva partire, era pronta per andare alla ricerca di questi elfi. Leslie aveva trovato altri studiosi che completarono la traduzione dei libri, uno di loro era originario del Nord e gli disse di andare avanti “La verità deve esser rivelata” e Leslie aveva riletto e sapeva a memoria tutti i capitoli che trattavano di elfi, ma non erano solo gli elfi. Un giorno tra le lacrime fece uscire tutta la sua rabbia “Gli elfi non c’entrano nulla! Voglio cambiare aria! Devo uscire dal mio castello! Non sto bene, non respiro! Questa situazione mi sta rovinando!” ma ancora gli venne risposto di portar pazienza, a dargli aiuto per un certo periodo andò a vivere con lei Lady Alla. Leslie apprezzò la preoccupazione dell’amica ma non migliorò. Sicuramente si trattatava di un esaurimento mai curato perché mai preso in seria considerazione da Leslie. Attacchi d’ansia e di panico diventarono sempre più frequenti. Lady Alla dovette ritonar al suo castello, lasciando Leslie da sola. Per alcuni mesi sul fine settimana arrivava il Fortunato a trovarla ma essendo uno dei promotori e sostenitori della rivolta, gli affari lo tennero del tutto lontano. Fu allora che Leslie delegò i suoi fidati consiglieri, salì a cavallo e di nascosto partì per i Monti Sacri, forse non avrebbe trovato gli Elfi; questa fu la scusa da dire nel caso gli amici lo venivano a sapere, in realtà voleva staccare e riposare, aveva fatto tante cose, alcune molto brutte, tante ne aveva fatte e tante erano sparite.

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Leslie finisce nella tela

“Alla fine sono partita ed eccomi qui” disse Leslie. Aveva incontrato due sconosciuti, una donna e un uomo. Lui aveva detto di chiamarsi Ivan e lei di chiamarsi Laura. Non erano tipi di molte parole, nella sua mente li aveva giudicati strani e più li guardava e più erano ancora più strani e quando lo pensò Laura la guardò e gli disse “Quanto siamo strani secondo voi?” lasciando Leslie di stucco, era una sua impressione che Laura gli avesse letto il pensiero? La notte stava scendendo e nessuno dei due pareva intenzionato ad accendere un fuoco. Ivan gli passò dei biscotti al miele, Leslie ringraziò ed osservò bene Ivan, i suoi capelli non erano bianchi ma Argento, durante il giorno non aveva potuto notare questa cosa. Pensò alle stranezze di Ivan e di Laura, vi erano troppe domande e troppe cose che non riusciva a spiegarsi; pensò anche che forse erano Elfi e sorrise su questa cosa “A volte succede d’aver nella testa cose che non si riescono a spiegare” la voce era quella di Laura. Brividi! Ancor la sensazione di sentirsi leggere i pensieri e tenne lo sguardo indagatore su Laura che ancor disse “La mente è facilmente condizionabile, lo diventa ancor di più se siamo deboli o in determinate situazioni e circostanze – alzando il dito verso il cielo – guarda in alto Leslie – Leslie alzò la testa – hai visto? Non c’è nulla, ci sono solo le stelle che hai visto migliaia di volte, lo sai eppure non hai esitato ad alzare la testa”. Leslie cercò d’evitare di pensare, guardò Laura “Credo d’aver capito, inconsapevolmente si resta condizionati” masticando il biscotto, subito sentì le forze ritornare, la stanchezza fisica ma soprattutto quella della mente sparire.
“Allora dal vostro racconto, abbastanza lungo e a tratti noiso – disse Ivan – voi non siete venuta qui per cercare questi Elfi” Leslie lo guardò malissimo “Ah scusate se vi ho annoiato! Certo che siete un bel villano! ma lo sapete che io sono una Lord? – si calmò e sospirò, il tono era basso – è difficile spiegarlo, io desideravo lasciare il mio castello, la mia mente è piena di pensieri… troppi errori e troppo orrendi – grosso sospiro – dovrei vergognarmi… riesco ancora a guardarmi allo specchio e mi vedo sana, ma dentro… non lo sono… non so… ho letto i due i libri, mi son fatta trascinare dalle fiabe… ha ragione il mio amico, è stato un mio puntiglio o forse la speranza di trovare una soluzione, una cura… per me, non cerco questi elfi per farmi curare, e poi di sicuro non si faranno vedere da me, non ho il cuore puro… - un piccolo sorriso per darsi forza - adesso che sono qui non so neppure da che parte andare, non ci sono sentieri… non troverò nulla, ma per ora non voglio tornar a casa, voi dove siete diretti?” stringendosi nelle spalle. “Può essere… - disse Ivan – che sia un altro tipo di purezza, siamo diretti dall’altro lato dei vostri pensieri... e non guardiamo ai titoli delle persone, non li pesiamo, non li giudichiamo, diciamo che le guardiamo con occhi diversi”


La notte arriva fredda, Leslie cercò una coperta nella sacca per coprirsi le spalle; le notti sono fredde ed insicure senza il fuoco che arde. La sua mano in cerca della coperta trovò un libro, fu una scossa, la sentì partire dalla mano e salire veloce fino alla spalla, tirò fuori il libro ed era quello con la copertina Blu. Lo guardò e gli salì il desiderio di dargli uno sguardo, la luce consentiva di vedere almeno le figure, lo sfogliò con questo desiderio che non riusciva a spiegarsi, forse era arrivata a destinazione? Magari avrebbe incontrato gli elfi? Pensava e si fermò su una pagina, iniziò a fissare Laura ed incontrò lo sguardo di lei, pensò che lor due avessero a che fare in qualche strano modo con gli elfi.
“Qualsiasi cosa tu stia desiderando adesso, è meglio rimandarla a domani” la voce di Laura era così tranquilla e dolce ma Leslie continuò a guardare la pagina e poi a guardare Laura, si era fermata sulla pagina della DEA DELLA GLORIA ricordando il racconto di Rik.
“Leslie – di nuovo la voce di Laura - ascolta il mio consiglio, non pensare, chiudi quel libro e dormi”. Leslie continuava a fissare la figura e la donna, lo fece tante volte fino al punto che dalle labbra gli uscirono queste parole “Dio in cielo! Sei uguale a lei! Gli stessi capelli viola! La stessa falce! Il Corvo Nero! Anche il bastone è uguale!” il libro gli scivolò di mano, finì sul prato e si chiuse. Laura stava ridendo “Leslie ma cosa significa? Non significa nulla! adoro il viola e… – un corvo nero che gli si posò proprio in quel momento sulla spalla – e… ho un corvo nero che ho trovato da piccolo e l’ho addestrato, sono coincidenze! Leslie stai vedendo quello che la tua mente vuole farti vedere, non ci pensare dormi ora”.
Fu una notte fredda ma tranquilla, Leslie dovette coprirsi con 2 coperte mentre i due restarono semplicemente seduti sul prato, o almeno vi restarono finché lei prese sonno. La mattina dopo li trovò già pronti ed in piedi, le fecero sapere che l’avrebbero accompagnata fino al bosco, poi le loro strade si sarebbero divise “Peccato… speravo di trovare un aiuto, a voi non interessa sapere se esistono questi Elfi? ma… non vi ho chiesto se per caso sapete qualcosa su di loro” disse Leslie “Certo, vivono nelle Terre del Nord, nei boschi e vicino ai ruscelli, escono solo di notte, hanno le orecchie a punta e sono verdi” rispose Ivan.
I due la guidarono fino al bosco; Leslie vide la traccia di un sentiero salire verso i monti ma i due la portarono all’interno del bosco “Ma… non era meglio dall’altra parte?” sentendo uno stormo di corvi volare sopra la sua testa “Sembra più un labirinto che un bosco… scusate mi avete sentito? Ricominciamo con la scena muta! AHIA!!” sentendosi pungere al braccio. Guardò e vide un ramo pieno di aculei attaccato alla manica “Una spina deve avermi punta” poi sbiancò, il ramo era tenuto in mano da Laura “Ma?! Sei stata tu!? Mi hai colpito tu con il ramo?” sentendo la testa girare “Io? – rispose Laura - ci sei finita sopra tu, sei passata trovo vicino alla pianta, non hai visto che era un Acacia?”. Leslie faticava a tenere gli occhi aperti, le gambe si fecero pesanti e si ritrovò in ginocchio “Non è vero! Ti ho vista con il ramo… in mano… mi hai fatto pungere volutamente… perché? Che volete…AHIA!” ritrasse la mano, la vista era annebbiata ma era un ragno nero ad averle morso il polso destro. Leslie si avvinghiò alla vita della donna nel tentativo di tornare in piedi, cercò di prendere l’arco o il pugnale, ma le braccia non trovarono la forza. La testa si piegò all’indietro ed anche la schiena, la donna la prese e l’accompagnò delicatamente a terra.


Annael si guardò intorno alzando la man sinistra, dal fitto bosco uscirono gli elfi.
Leslie venne presa e riportata alla radura, gli elfi allestirono una tenda e Leslie venne adagiata sulla branda poi gli elfi sparirono veloci. Laitale montò sul cavallo di Leslie e guardando Annael “sicuro?” e lui “Sì è mai sbagliato il mio sguardo? Vai ora! Ai 6 giorni di tempo prima che Luthien ritorni” Laitale spronò il cavallo e sparì veloce. Annael entrò nella tenda e prese posto sedendosi vicino a Leslie.
La donna sognava e finalmente la sua mente riposava… o come direbbe un elfo a noi noto... può essere... di no.


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annaelsidel

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Eppure, nessuno sembrava essersi accorto di quello che stava succedendo

I venti ululavano come lupi solitari in cima alle montagne grigie. Rocce che sputavano in alto nel cielo invernale oscuravano tutta la creazione, e le vette stesse, audaci com'erano, spuntavano le loro teste nelle nuvole in modo che nessuno potesse vedere dove finivano. La bufera di neve, una violenta tempesta, si scagliò contro la montagna, non c'era alcun nascondiglio dalla possente burrasca ghiacciata.
Attraverso il velo di neve e roccia di montagna, si poteva vedere una figura, muoversi lentamente e attentamente attraverso i suoi percorsi insidiosi. Appoggiandosi a un bastone di legno di olmo e con un arco legato alla schiena, questa figura si muoveva con cautela in modo audace. Il vento colpì la figura con tutta la sua forza, fece volar via il cappuccio di pelle di animale, rivelando un volto quasi congelato di donna che continuò impavida a camminare tra i venti e nevischio. Una spada legata alla vita, sotto il suo cappotto di pelle si vedeva un'armatura a maglia stretta. Le sue spalle erano protette da paraspalle di cuoio indurito, ma non era una guerriera. Si fermò a guardare le vette sopra di lei. Anche se le nuvole le nascondevano dal suo sguardo, lei sapeva cosa c'era sotto di loro. Lì, proprio dove le nuvole abbellivano le rocce, riuscì a vedere l’entrata di una grande valle nascosta, ed era quello che aveva sognato di vedere. Da quanti giorni aveva lasciato la radura? Da quanti giorni si stava arrampicando su quelle cime?
Aumentò il passo tra la neve, prese con audacia la direzione verso l’entrata della valle e mentre si avvicinava, vide davanti a sé una colonnina di pietra, che stava di guardia davanti a una lunga fila di gradini di roccia. Con la mano tolse la neve, con il pugno ruppe il ghiaccio e comparve una scritta “Aveva ragione il Monaco… non risvegliate quello che da secoli riposa sotto il ghiaccio eterno”

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Le strane lettere non sapeva leggerle ma disse "Trovati" appoggiando la mano e la fronte sulla fredda colonna. Un sorriso largo sul viso e le lacrime che le scendevano sotto le palpebre, poi si guardò bene intorno con attenzione, girò gli occhi in più direzioni e vide delle scale di granito bianco, ben nascoste dalle neve, le raggiunse e si inginocchiò. L’aria mancava nei polmoni, la testa girava e non sentiva più i piedi, salire gli scalini era salire verso la morte. Più di una volta la sua decisione era stata messa in discussione e ogni volta aveva affrontato la sfida. Il vento le ululava, ordinandole di tornare indietro, ma il suo corpo, per quanto fosse stanco, e il suo sorriso le scaldò il cuore con vigore “Questo è il mio destino…”
Le scale sembravano infinite, ma la sua passione per cercar la destinazione era così ardente da scongelare il ghiaccio che calpestava. Non ebbe modo di contare le rampe di scale, sapeva che una volta in cima il suo sguardo sarebbe caduto nella valle sottostante. Arrivò a una grande base rocciosa a forma di cerchio, il pavimento di pietra era rovinato e consumato, con la neve che ricopriva così tanto che era difficile distinguere ciò che era roccia e ciò che era ghiaccio. Guardò il picco e le nuvole che stavano minacciosamente su di lei, prese fiato, si prese un momento per apprezzare la maestosità della montagna che avrebbe completamente superato. Gli ultimi metri li fece a carponi, sprofondando nella neve, il respiro si bloccò in gola ma sorrise, il suo sguardo era sceso nella grande valle, come aveva sognato vi era veramente una valle, una grande e sterminata valle verdeggiante. E dove il tempo e la memoria qui si ergevano sui picchi innevati, lei ebbe ancora la forza di rialzarsi. La bufera ebbe un momento di calma e fu allora che lo vide… nel centro della grande valle verdeggiante un puntino bianco.
Il vento tornò subito a soffiare forte, la respingeva verso le scale, un freddo invito a non proseguir oltre, ma lei chinò la testa, non avrebbe mostrato le lacrime. Si fece coraggio per affrontare l’ultima fatica, la lunga discesa verso la valle, mosse il piede in avanti e una freccia si conficcò nella neve, a pochi centimetri dalla punta del suo piede facendola restare a bocca aperta. Cercò di trovare l’arciere in mezzo a quella bufera, ma nulla… solo vortici di vento freddo. Non trovò l’arciere ma nel suo cuore trovò il coraggio di parlare “C’è solo una stirpe che può permettersi di scagliare una freccia nella tormenta e di prendere così bene la mira! Una stirpe legata al mondo delle leggende! Una stirpe in cui solo pochi credono che esiste veramente!” limpida le uscì la voce mentre le mani andarono a cercare la spada e il pugnale sotto il mantello. Una seconda freccia sibilò vicina, forando il mantello “Fatti dunque vedere! Non temo nessuno! Ho visto la colonna! Ho visto la scritta… non ne ho compreso le parole ma so che sono lettere Elfiche! Fatti vedere!” gridò e il vento ruggì come per farle tacere la lingua, ma lei tornò a gridare “Non sono intenzionata a tornare indietro! Morirò tra queste cime!” e fu allora che il vento si fermò… la bufera cessò improvvisamente… e lei non sapeva dar una spiegazione. Si alzò una nebbiolina fine che portò aria fresca che respirò a pieni polmoni, profumo di fiori e poi un canto, nella nebbia si disegnò un’ombra grigia.
 

annaelsidel

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Si mosse una figura avvolta in una tunica bianca, lei rimase stupita nel vederla, il freddo entrava nelle ossa, la neve era alta e gelata, ma questa figura era in semplice tunica e… incredibile! i suoi piedi e le braccia erano nudi, nonostante il freddo pungente! Si avvicinava a lei, lentamente, era una donna dai lunghi capelli biondi, gli occhi erano di un blu intenso che lacerava la ragazza, la vedevano nel profondo del suo cuore. Nella sua mano teneva un lungo bastone d’argento, in cima c’era incastonata una pietra viola, ed ogni passo che muoveva verso di lei, la pietra e il ghiaccio scricchiolava sotto i suoi piedi. Si fermò a pochi metri dalla ragazza. La salutò con una voce formale e profonda “So chi sei, e so perché sei qui...” il vento mosse i lunghi capelli biondi della donna e…stupore! Le orecchie erano a punta! La ragazza si mise in ginocchio e con voce bassa “I miei rispetti Luminosa…” la donna sorrise porgendo la mano alla ragazza “I tuoi modi ti fanno onore, non serve inchinarsi a me… Luminosa è un termine dimenticato nel tempo… quando gli umani confondevano la mia stirpe credendoci degli Dei… da tempo non converso con la stirpe umana… alzati Leslie … e sentiti a tuo agio” la ragazza si alzò, si rilassò “Conosci il mio nome?” chiese lei educatamente.
La donna rispose “Conosco il tuo nome da quando sei entrata nel bosco ed hai iniziato ad arrampicarsi sui monti, conosco i tuoi pensieri, io sono quella che voi umani chiamereste, maga!” La ragazza sospirò e si schiarì la gola “Ci serve il vostro aiuto... la mia gente soffre! Siamo assaliti da animali e demoni di origine sconosciuta! Il numero dei nostri morti va oltre il conteggio del dolore…non sapevo cosa mi aspettava qui… con i miei amici e compagni abbiamo trovato antichi testi che narravano di… Elfi… questo nome lo conoscevamo solo attraverso le favole che ci venivano narrate da bambini intorno al fuoco”
La ragazza non riuscì a proseguire, lo sguardo della donna l’aveva paralizzata “Corri troppo! sei appena arrivata! Leslie a te nessuno mai ha raccontato quelle favole di elfi, le hai lette ora da quei due libri che tieni sempre con te... vedi, tempo fa, mio padre con forza e coraggio ha combattuto al fianco degli Umani, le sue azioni gli procurarono grande gloria, gli stessi popoli che aveva salvato spensero la sua fiamma e la sua luce, colui che tu cerchi non esiste più…”
Leslie insistette “Non andrò via di qui, chiediamo l’aiuto del tuo popolo! Ho visto una città in fondo alla valle, dove c’è una città c’è sempre un Signore che la dirige!”
La donna scoppiò a ridere “Sei mossa da grandi intenzioni! sei sicura che anche i tuoi amici cercano il nostro aiuto? Ti hanno mandato loro o sei partita senza dir nulla?... chiediamo l’aiuto... perchè parli al plurale? Non è che per caso sei solo tu ad aver bisogno d'aiuto? Non hai visto nessuna città, hai visto solo un puntino bianco, mia cara non c’è una città e non esiste un Signore, ma se dici di averla vista”. Roteò il bastone, ci fu un lampo di luce che accecò Leslie. Si strofinò gli occhi e quando la vista tornò normale, neve, ghiaccio e freddo erano scomparsi. Di fronte a lei si ergevano le mura della città e vide le grandi porte “Come… come… sono arrivata qui!? Questa è veramente magia…”
La donna gli rispose “Eri stanca e sei crollata, ti abbiamo portato noi qui, benvenuta ad Ire Loissea; significa Candida come Neve, io sono Luthien Sidel e ti concedo d’entrare – le grandi porte si aprirono ed entrarono – ammira la torre più alta della città, è li che vive quello che tu chiami Signore, per noi è solo Annael, Sovrano degli Elfi Scuri, mi è anche padre”.
Il freddo, la neve, la tormenta erano solo dei ricordi o forse non c’erano mai stati, forse l’elfa incantatrice le aveva fatto credere tutto quanto con una illusione della mente. Frasi gli giravano nella mente; che la mente è facile preda di illusioni, è condizionabile, che vede quello che desidera vedere, ma non ricordava dove le aveva sentite.
Luthien la teneva per mano “Vieni Leslie, ti ho fatto preparare un bagno e vestiti più adatti, non vorrai presentarti in questo stato davanti ad un Sovrano Elfico!” Quattro elfe la prendono; ridono e danzano circondate da farfalle, sembrano Fate dei Sogni e lei come una bambina felice le segue e per un istante pensa ai suoi amici che non sanno che ha lasciato la città, che è arrivata ad una radura, che si è inoltrata nel bosco, che si è arrampicata sulle cime con tanta fatica e alla fine ha trovato gli elfi. Non sono mummie come aveva detto Edo, sono vivi, esistono, protetti da una potente magia e lei li aveva trovati. Si ritrovò in una vasca di marmo bianco, l’acqua era caldissima ma il suo profumo e sapore era inebriante con le Quattro elfe che le giravano intorno cantando e danzano buttando nella vasca petali di fiori e un letto bianco attendeva le sue ossa stanche. Chissà che cosa stavano facendo i suoi amici… chissà se qualcuno si era accorto che era fuggita da quella città… aveva la sensazione netta che nessuno la stava cercando, nessuno stava sentendo la sua mancanza… meglio così e la stanchezza era tanta per pensarci, prese sonno subito e sognò al suo fianco il volto di Fortunato.

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annaelsidel

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Quando il cielo cadrà, saluterò la Luna e il Sole

Luthien riferì a Leslie che il Sovrano non era per il momento intenzionato a riceverla e le disse di star tranquilla che era un normale comportamento del padre; nulla contro di lei o contro gli umani, gli disse che una volta suo padre ci mise 2 anni per ricevere un elfo, Leslie sgranò gli occhi “2 anni! Io non posso aspettare così a lungo!”. Seriamente preoccupata seguì Luthien che stava facendo il giro della città, così oltre alla preoccupazione gli venne anche un senso di disagio nel sentirsi tutti gli sguardi degli elfi addosso. Luthien la tranquillizzava sempre, che doveva essere se stessa e star serena e che nessun elfo le stava leggendo la mente o stava scovando segreti del suo cuore. Leslie si era fatta un’idea diversa su questa stirpe elfica che si chiamava Elfi Scuri; Luthien le aveva detto che vi erano altre stirpi elfiche ma che non sapevano nulla di questi fratelli e sorelle “Loro andarono via, noi siamo rimasti e siamo gli unici elfi a non aver perso la nostra identità”. Da quello che aveva capito tra gli Elfi Scuri e le altre stirpi non vi era molta simpatia e da quello che gli stava raccontando Luthien era qualcosa a cui ci tenevano parecchio ad essere diversi dagli altri elfi “Noi non saremo MAI come gli altri, l’offesa di averci chiamati Riluttanti resterà per sempre e comunque NOI non siamo Schiavi di nessuno ed è questo che ci differenzia”.
Di Scuro; un collegamento associato al colore o al carattere, non avevano assolutamente nulla, anzi era il contrario. La pelle era chiara come la Luna e tanti avevano i capelli biondi come il Sole. Le vesti erano in maggioranza bianche; quelle delle elfe persino trasparenti e Leslie ne restò imbarazzata “Non abbiamo quello che voi Umani chiamate Tabù… - ridendo – certo che non andiamo in giro nudi! Le vesti trasparenti sono portate dalle giovani elfe… 100 o 200 anni in cerca di un elfo! – ridendo ancora – anche noi come tutte le donne abbiamo diversi trucchi!” strizzandole l’occhio “Giovani… 200 anni…” disse Leslie a bassa voce.
Arrivarono ad una grande piazza con al centro una grande fontana, qui vide abiti di colore diverso ma sempre chiari, nulla vi era di Scuro. Colori Celesti, tanti in color Argento, colori sgargianti come il Rosso, il Giallo, Verde, non mancava il Blu e finalmente vide il Nero e vide elfi con la pelle leggermente più scura; simile ad una media abbronzatura estiva degli Umani. Il color dei capelli era di tutti i colori, tranne Rosa e Marrone “Sono colori che gli elfi scuri non portano… anzi, non li amiamo” le fece sapere Luthien e lei con curiosità di femmina chiese se anche loro si tingevano i capelli e Luthien “Certamente, non siamo diverse da voi, smalti, profumi e trucchi vengono usati anche da noi, sono state le Umane ad insegnarci queste cose e noi le abbiamo molto apprezzate e migliorate! Gli elfi… tutti, son molto vanitosi… e curiosi”.
Arrivarono ad un laghetto e Leslie chiese a Luthien quanti anni aveva e l’elfa rispose che non lo sapeva, fece una stima di circa 8.000 anni e disse che il più Anziano tra gli scuri era suo padre con una età stimata che andava oltre i 10.000 anni, e con voce roca e triste “Cammino per il Mondo da troppo tempo e mio padre più di me…” poi sorrise e continuò a raccontarle degli Elfi Scuri. Leslie venne a sapere che il Potere di leggere nella mente era unico delle Elfe; rari erano i maschi in grado di farlo “La mente è un potere delle elfe, solo loro sono in grado di cancellare ad esempio i ricordi, sviarla, illuderla e dominarla, ma questo potere si ottiene nel tempo, serve tanta concentrazione e costa tanta energia ma questo dipende dall’altra persona, con menti allenate a percepir l’incanto faccio fatica e serve energia, su menti non allenate faccio subito e non mi costa energia” parlando di queste cose venne fuori il nome della sorella Maggiore: Hunien; e Luthien le disse “Sembra una ragazzina di 16, 18 anni ed è bassa… tu prima mi hai chiesto dei colori dei nosti capelli e dei nostri occhi, del nostro aspetto, tieni presente che se stai fissando un elfa lei può farti vedere quello che vuole, Hunien è così, nessun elfo ricorda più il suo vero aspetto, io potrei vederla nera con gli occhi blu, a te si mostra bionda con gli occhi verdi… Hunien può manipolare le menti, può prendere l’aspetto di altre persone e ascolta bene… stai attenta a lei” poi si fermò e girandosi le disse che stava arrivando qualcuno a cercarla e con sguardo triste “Leslie ho commesso un errore a farti entrare… chi mette piede in questa città non potrà più uscire, tranne che il Sovrano decida diversamente” a Leslie gli gelò il sangue. Non disse nulla, arrivò un elfo. L’elfo sarà stato alto oltre i 2 metri, biondissimo, 2 occhi blu che sembrano oceani. Vestiva una tunica rosso vivo e come tutti gli elfi della città era scalzo. Fece subito un inchino verso Luthien “Principessa, lieto di vedervi, incantevole come sempre – squadrò Leslie dalla testa fino ai piedi, praticamente la denudò sul posto, tant’è che Leslie prese un colorito rosso – altro abito non c’era?”
“Bacham non fare sempre polemica, è uno dei tanti, un vestito che non mettevo più da tempo”
Leslie passò la mano sul vestito “E’ tuo? sto indossando un abito da Principessa? Adesso comprendo perché tutti mi stanno con gli occhi addosso!” il biondo elfo intervenne “La nostra amata principessa deve volervi veramente bene da farvi indossare quel vestito, NON E’!... un abito da principessa, avrei preferito che lo fosse… voi state indossando un vestito della casata dei Sidel e SOLO! un Sidel può portare vestiti fatti dai Sidel!” Luthien andò verso l’elfo “Bacham, Leslie non sa nulla di casate elfiche, né di vestiti elfici, né di sartoria elfica! Direi che porta l’abito con grazia e molta dignità, per lei quel vestito non aveva fin’ora nessun valore”
“Questo è il vostro parere principessa, non mi permetto di andar oltre, ma non credo che vostro padre la pensi allo stesso modo – facendo un inchino verso Leslie - io sono Bacham, Bacham Falme, il ciambellano di Sire Annael, il Sovrano vi riceve a palazzo, volete seguirmi prego”
 

annaelsidel

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Le porte del salone si aprirono e si chiusero alle spalle di Luthien e Leslie. Il salone era alto, ma tanto era il buio che non si riusciva a vedere la volta. La luce entrava a fatica dalle enormi vetrate coperte da drappi di tessuto nero, più nero della pece; associò subito l’ambiente agli Elfi Scuri. Il marmo liscio era bianco e lucido, grandi colonne di marmo reggevano l’oscura volta, su alcune vi erano riportate delle frasi, una di queste catturò l’attenzione di Leslie visto che era incisa nella lingua corrente
Quando il cielo cadrà, saluterò la Luna e il Sole

Seduto sul trono con le gambe incrociate, stava comodo il Sovrano. Un boccale di birra in mano, mentre l’altra mano giocherellava con un ragno nero da far venire i brividi lungo la schiena. Capelli argento lunghi e due occhi verdi che iniziarono a brillare, ma quello che più mise paura a Leslie fu l’elfa al suo fianco sinistro. Vestiva un mantello nero, sulla spalla aveva un corvo nero appollaiato in rispettoso silenzio. Capelli viola scuro, stesso colore gli occhi, dietro la schiena si vedeva spuntare la lama di una falce “Bella vero? Mette paura, quella è mia figlia, si chiama Laitale ed è una potente negromante”.
Leslie non disse nulla, i volti di Annael e di Laitale le sembrarono familiari e dove poteva averli visti? ed anche il ragno e quella falce. Li fissava cercando di ricordare e fu interrotta da una voce acuta. “Salve sorellina!” la voce era quella di Hunien Sidel, figlia maggiore di Annael. Hunien aveva la pelle più scura rispetto a tutti gli altri elfi, gli umani la definirebbero abbronzata. Capelli rossi raccolti e gli occhi verdi brillanti; Leslie ripensò alle parole di Luthien, che l’elfa gli si stava mostrando così nella sua mente. Leslie fece un inchino e quando riportò lo sguardo su Hunien era completamente diversa da come l’aveva vista prima “Pensare... in mia presenza non ti conviene Umana, non ti ha detto nulla la mia amata sorellina? – andando vicino a Leslie – persino un abito dei Sidel… mia sorella deve esser uscita pazza – portando lo sguardo su Luthien - Sorella, da quando fai passare gli umani? C’è una legge, una legge di nostro padre che lo vieta”. Leslie notò l’espressione dei volti delle due elfe cambiare, forse era in corso una sfida mentale?

“Avete finito?”

Fu così che Leslie sentì per la prima volta la voce del Sovrano degli elfi scuri. Le due elfe rimasero ferme, i loro visi erano tirati ed entrambe stringevano i pugni, il Sovrano fece un cenno verso Laitale e l’elfa si mosse, nella mano destra teneva un bastone, lo picchiò in terra e pronunciò delle parole strane con una voce spettrale e le due sorelle finirono per terra. Hunien si alzò sistemandosi il vestito, il tono era furente “QUELLA TUA DANNATA FIGLIA! CHE NERVI! NON RISPETTA NESSUNO! NE LA MADRE NE LA ZIA!” anche Luthien si rialzò aggiustandosi la veste “L’hai addestrata tu! Non ti lamentare con me!” andando avanti a litigare nella loro lingua elfica. Laitale ferma immobile tornò a parlare con quella voce direttamente presa dall’oltre tomba, Luthien ed Hunien si coprirono le orecchie “Abbiamo capito! Ce ne stiamo andiamo! – disse Hunien; Laitale smise e tornò verso Annael – padre buona giornata, peccato non assistere a questo colloquio con l’umana – prendendo per mano la sorella – vieni tesoro devo farti vedere un vestito nuovo! E speriamo che il Vecchio Elfo non s’innamori dell’umana! Dovrebbe aver imparato dopo il precedente contatto!”
Leslie non sentì aprire e chiudersi la porta, vide le due sorelle sparire nel buio del salone. Era di pietra, pensava al suo viaggio, al volto degli amici lasciati a casa, si guardò intorno accorgendosi che erano spariti tutti, erano rimasti solo lei ed il Sovrano seduto sul trono. Forse tutto questo; pensò, era un sogno.

“Può essere… che lo sia… - disse l’elfo – intendo un sogno… prego venite avanti, il vostro nome?”
figurati se già non lo sapeva! Leslie si fece avanti, fece un inchino “Leslie” Silenzio. Forse passò 1 minuto “Leslie e poi?” disse l’elfo, e lei “Leslie e basta, cioè non ho altri nomi… il mio amore mi chiama Lellina ma non credo che…” si fermò vedendo l’elfo alzare la mano mancina “Umani… si esatto, non sono interessato a conoscere come vi chiama il vostro amore, intendevo, non avete il nome di una Casata? Quello della famiglia di vostro padre? Non credo che tra gli umani vi farete conoscere solo come Leslie, il Mondo sarà pieno di Leslie… per cui, Leslie e…?”
Lei si grattò la testa “Leslie dei Leslie… non so che dire… io non ho mai conosciuto i miei genitori” Silenzio. Dopo circa 1 minuto “Leslie dei Leslie, pittoresco... Siete orfana? – vedendola annuire – anch’io” altro silenzio, un lunghissimo silenzio; forse gli stava leggendo la mente?
"Vi piace quel vestito?"
"Oh si Maestà! Me l'ha dato Luthien!"
"Prestato"
"Certamente"
"I colori vi donano... vi piacerebbe tenerlo?"
"Grazie Sire... sì... ma non credo che Luthien se ne voglia liberare... ho capito che è un abito importante... appartiene alla vostra Casata Maestà"

Silenzio. questo durò più degli altri. L’elfo sembrava una statua, non batteva ciglio e manco si sedeva il vestito muoversi dal respiro, finalmente parlò
“birra?”.

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annaelsidel

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L’eternità è fatta di sorsi di birra
“Birra?”
Le aveva chiesto l’elfo. Leslie era impegnata a tenere la mente vuota ed intanto fissava quel ragno enorme e nero che dalla mano dell’elfo si era arrampicato fin sulla spalla.
“Birra?!”
Tornò a ripetere l’elfo, e la sua voce sembrò rimbalzare tra le colonne e le pareti, arrivare fin su la volta e ricadere verso il basso per entrare di prepotenza nelle orecchie di Leslie. Forse dietro quella richiesta si poteva nascondere dell’altro, forse era una prova per vedere se era un’alcolizzata
“Ve lo chiederò per l’ultima volta – pacata la voce dell’elfo – se state evitando di pensare o se state pensando che legga la risposta nella vostra mente, io non ho il dono di leggere nelle menti altrui, ne ho altri ma quello no! birra??!!”
Leslie voleva mordersi la mano, fece un inchino “Scusatemi Sire, si certo grazie mille vostra Maestà”.
L’elfo non parlò; neppure si mosse; o forse si, dal buio comparvero una decina di paggi, bambini e bambine elfi, chi vestiva di giallo, chi di rosso e chi di blu.
Quattro di loro portavano una grande sedia di faggio, tutta intarsiata e ridendo felici fecero sedere Leslie, altri misero un tavolino alla sinistra della sedia, ed altri finirono l’opera posando un boccale di birra e dei dolcetti elfici al miele. Le risatine dei bambini fecero sorridere anche Leslie. I piccoli elfi non andarono via subito, raggiunsero il sovrano e lo presero d’assalto. Chi gli saltò sulle spalle, chi gli salì sulle gambe, chi lo tirava per il braccio, ci lo abbracciò dandogli un bacio e ci fu una bambina che cercherò di dare una carezza a quell’orrendo ragno nero. Leslie sorrise e gli salì la commozione, i bambini sanno vedere la bontà di cuore, vero che lui era anche il loro Sovrano, ma sicuramente erano mossi da altre intenzioni, Leslie mantenne il sorriso e alzò il boccale verso l’elfo “Sono figli vostri Sire? Ho visto che gli elfi usano molto i colori, li usate come simboli Maestà? Salute a voi” aspettando; come da etichetta, che il sovrano facesse il primo sorso; cosa che non fece… lasciando Leslie con il braccio alzato e il boccale a mezz’aria.
Il ragno intanto; per sfuggire alla presa della piccola elfa, si era rifugiato sulla testa del Sovrano e se ne stava là a giocare filando la tela ed i capelli argento. Annael congedò i piccoli elfi che corsero via e sparirono “No, questi bambini non sono orfani anche se portano i colori, rosso, giallo e blu che sono i colori della Casata dei Sidel… come il vostro abito del resto… la Casata venne fondata per dare aiuto ai bambini elfi rimasti orfani, per cercare di salvarli dal loro destino, la morte certa… per quello che rappresento, gli elfi mi vedono come loro Padre... sono le altre Casate che ora mi mandano i loro figli per darmi una mano... ma? Che fate così impalata? non avete sete? Se state aspettando me vi ringrazio ma bevete pure” Leslie fece un sorso pieno; così per placare la tensione accumulata “Luthien avrà letto nella mia mente che sono orfana è mi ha dato questo vestito…Morte? Ma che brutto Sire… e da chi è stata fondata la Casata dei Sidel Maestà?”
La birra andò giù leggera, Leslie si sentì leggermente stonata; eppure di birra ne beveva e la reggeva “Annael” disse lui, e lei “Come prego Sire?” e lui sospirando alzando gli occhi al cielo “Mi chiamo Annael, non sono il vostro Sovrano, e se lo fossi non mi dovete chiamare ne Sire ne Maestà,
nessuno mi chiama Sire o Maestà, è scontato che sia io... la Casata è stata fondata da me, io persi i genitori all’età di 3 anni… quei colori non identificano gli orfani! sono i colori dei Sidel! solo un Sidel può portare quei 3 colori tutti insieme… andrei piano con la birra elfica, questa è anche doppio malto, state iniziando a sragionare”
vedendo l'umana ridere tra i denti e dire "Luthien mi ha detto qualcosa sul vostro Ego... quel dare PER SCONTATO che voi siete il Sovrano la dice Tutta!" Leslie vide bene di finire la birra e ingollò d’un fiato il resto del boccale. Or il liquido ingerito trovò via libera fino allo stomaco, trovandolo vuoto. Il liquido in questione era la birra, malto e luppolo aderirono alle pareti dello stomaco stuzzicandole, dopo qualche secondo il gas che si viene a formare e deve trovar sfogo, prese la strada del ritorno, che era la stessa da cui era giunto. Ritornò su verso la gola velocemente come una biscia d’acqua nello stagno, zizzagando e solleticando tutte le pareti dell’esofago; essendo l’esofago un canale stretto, il gas viene pressato e si carica, prende forza in maniera sostanziale, il risultato finale è molto conosciuto, questo “sfogo d’aria” produce un suono; che per alcuni fa anche ridere, crea quell’attimo di ilarità, viene concesso ai neonati in quanto non hanno ancora il controllo dello stomaco e non hanno ancor la ragione, ed è segnale per l’adulto che l’infante ha digerito bene, per altri invece no… questo suono è chiamato: “rutto” quello prodotto da Leslie non rientrò nella tonalità bassa del “ruttino” anzi il rutto ebbe anche una nota “vibrata finale”.
 
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annaelsidel

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A parte il gesto immediato di portar mano alla bocca, Leslie prese diversi colori, iniziò dal viola melanzana per passare al rosso pomodoro; diventò un misto di verde ortica, verde pisello e verde zucchina, il tutto chiuso da una espressione di color grigio cenere “OHH! SCUSATEMI!”
Sprofondare!!… Avrebbe voluto avere un martello per spaccare il marmo sotto ai suoi piedi per sprofondare da qualche parte, nell’abisso di coloro che ruttano davanti ai Sovrani. Ebbe l’istinto di alzarsi e di correre via da qualche parte, ma la voce del sovrano entrò nelle sue orecchie “Nulla di male, se posso darvi un consiglio, la gara di rutti la facciamo contro i nani in primavera, dal quel che ho sentito avete tutte le carte in regola per entrare in squadra, dovreste rivolgervi a mia figlia Hunien che è la capitana, nonché esperta in questo tipo di… suono, magari potreste trarre qualche insegnamento nell’uso del diaframma e la forma della gola, ottenendo una modulazione sonora, se volete partecipare, non ricordo con precisione ma credo che iniziano ad allenarsi già a Gennaio”
Leslie rise, comprese l’intento del Sovrano di rimetterla a suo agio, forse sarà per colpa della birra ma gli rispose
“Un rutto è brutto, prima di tutto mi riscuso...
vi posso dir che si è trattato di un debutto,
mai mi sono abbassata alla Cavernicola!
Ma anche voi; dopotutto,
con questa birra, siete del tutto complice di questo mio Rutto!”

ridendo da scema e tornando subito seria nel giro di 3 secondi, guardò il boccale annusando la birra, possibile che fosse già bronza?
“Abbiamo un esperta di rime, ma veniamo a noi… AHH! Per essere precisi riguardo al discorso di prima, è scontato che lo sia essendo tra di lor il più Anziano, non è questione di Ego o di vanità; che tra l’altro non mi risultano essere dei difetti ma direi che son dei pregi… ehm… dunque… motivo della vostra visita? vorrei capire come mai mia figlia Luthien, ha fatto cessare l’incantesimo su di voi concedendovi l’agio di passare e di essere anche portata in città – pausa - rifaccio la domanda, il motivo non m’interessa, chi e cosa siete per riuscire a far cedere il cuore di Luthien?” Leslie rispose prontamente “Abbiamo bisogno dell’aiuto degli elfi! – voce leggermente impastata, farfugliante; guardando di nuovo il boccale di birra per poi fissare l’elfo – doppio malto…”
Ne seguì l’ennesimo lungo silenzio imbarazzante “Aiuto degli elfi dite” iniziando una lunga discussione che toccò tanti di quei punti che Leslie faticava a stargli dietro, parlò dell’invidia degli umani sull’immortalità degli elfi, che quasi costò l’estinzione del popolo elfico perché per l’uomo mortale tutto deve avere per forza una fine. Parlò di guerre avvenute quando alcune stelle ancora non c’erano nel cielo, saltava da un argomento all’altro con facilità, con quel tono strano, una cantilena, una nenia, con picchi acuti e toni bassi.
Leslie aveva la vista mezza appannata aveva allungato la mano verso il tavolino per prendere un dolcetto al miele, il braccio restò appeso nel vuoto, la testa ciondolò “C’è qualcosa che non torna… voi mi avete drogata…non è una birra normale… io, io vi ho già visto da qualche parte… è il ripetersi di una scena… già vista... il ragno… e… anche la falce… e….” e crollò.
“Può essere… dormi e sogna Leslie, ci sono ancora tante cose da vedere”

Gran stupore nella città degli elfi scuri, sulla torre più alta, la torre del loro Sovrano sventolava una bandiera che da tempo non si vedeva, la bandiera del Re, il Re aveva richiamato i Noss… i Noss Dagor, i clan da battaglia. Veloci i Conui Noss Dagor; i comandanti dei Clan arrivarono a palazzo, manco a dirlo la prima ad arrivare fu Hunien Sidel. I Sidel avevano 25 Clan su cui poter contare, ma un evento del genere aveva mobilitato le altre casate elfiche, dalle Grandi Casate alle Piccole Casate, praticamente tutto il popolo degli elfi Scuri, che subito si presentarono davanti al loro amico e Sovrano, Annael Sidel.

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Sfidar sia il fuoco che l’ombra
“Mae aur” disse una voce.
Leslie ricordava di essersi addormenta su una sedia; forse drogata. Era distesa su un prato con il vestito con cui era partita giorni fa, ma quanti giorni fa? Le montagne che aveva scalato erano vicine e un pallido Sole Autunnale faceva bella mostra sui picchi innevati e nuvole bianche. “Ancora non conosci l’elfico? buon giorno Leslie” si alzò e si stirò le ossa, si guardò intorno e quella era la radura dove aveva incontrato Laura ed Ivan, che in realtà erano Annael e Laitale. Era stata nella città degli elfi, ricordava bene “Devo aver dormito parecchio” disse “Non saprei” la voce era quella di Hunien Sidel, la figlia maggiore di Annael e non sapeva rispondergli visto che elfi non tengono conto del tempo che scorre. Leslie chiese come mai si trovavano alla radura e le precise parole di Hunien furono queste: “Mai ti sei mossa di qui” ma il tono era così basso e Leslie così sconvolta che non le sentì. Il Sovrano aveva richiamato i Noss Dagor "Significa Clan da Battaglia – disse Hunien – ha ordinato di aiutare te ed i tuoi amici, 6 Noss Dagor verranno con te, ogni Noss conta un totale di 500 Elfi Scuri”. Al comando dei 6 Noss Dagor c’erano Hunien “Il mio è l’unico formato da solo 500 elfe scure, non tollero i maschi!” poi c’era Laitale che già aveva visto “Lui è Narwain, non è un elfo ma un mezzelfo, sua madre era umana e suo padre elfo” Narwain vestiva di nero, non poteva vedere il colore dei capelli perché portava uno strano copricapo, ma gli occhi erano neri, più neri della notte, era esperto nelle arti delle Ombre. Presentò Aran e Marilla, le sue due figlie e per ultima presentò “Lei è Mel Sidel, anche lei mezzelfa, sua madre era umana e suo padre… lasciamo perdere!” Leslie allungò la mano per presentarsi ma la mezzelfa non la degnò di uno sguardo. “Non vedo l’esercito… - disse Leslie – ma scusate se sono in 500 e siete in 6 allora sono 3.000 elfi… sono pochi, ci deve essere stato un malinteso, io pensavo di contare sull’aiuto dell’esercito degli elfi, ho saputo che la Regina ha ancora delle Legioni Orientali, soldati addestratissimi… non ho idea del numero totale dell’esercito nemico ma…!!” Hunien l’afferrò per il bavero e con una forza incredibile per quel fisico la tirò verso di sé ritrovandosi a naso a naso “Cara la mia Umana che sei venuta a ruffianare sculettando l’aiuto degli elfi, senza sapere cosa sono e che cosa possono fare senza sapere in cosa ti sei cacciata! 3000 elfi possono tener testa a qualsiasi esercito umano! Pratichiamo la guerriglia, non scendiamo in campo aperto, possiamo andare avanti per secoli logorando gli umani! Siamo immortali, gli umani non possono scendere in guerra con gli elfi, è una sconfitta certa! Ora questo è il piano, entreremo di nascosto tra le fila dei tuoi soldati, ci faremo passare per umani mercenari al tuo servizio, questi sono i patti o torna a lacrimare altrove” Leslie provò a spintonare via la piccola elfa, ma non riuscì, ci mise altra forza ma non riuscì a spostare l’elfa di un solo centimetro “Io non sono una condottiera ma i miei amici sì, e va bene! Ma ora lasciami” Hunien non lasciò la presa, anzi abbracciò forte Leslie che sentì un vento gelido ed improvvisamente si ritrovò nel vuoto “Stretta a me! Leslie stai con me! Concentra la mente ed esci dall’Abisso! Leslie no! è la tua sfida, sostenerti è il mio compito” e l’abbracciò sparì e si ritrovò sola nel vuoto
“Questo è un sogno? Una magia degli elfi?” ed una Voce gli rispose “Questo non è… il TUO Abisso; è il mio… tutte le menti che son qui io le dirigo, non sei sola… non è un sogno, questo non è il potere degli Elfi, questo è solo il mio potere, gli elfi possono far di peggio… ora ai con te gli elfi e devi scordar quei fiumi di lacrime e che sei ossa messe insieme nella carne… Abisso è inchiostro su carta, è Immaginazione… è vedere nel futuro, io vedo in te sangue nato da vulcani mai spenti, una tempesta antica che spacca il cielo, che pulisce il Mondo… io vedo in te la nuova Luna tra l’ombra e le stelle! Tu sarai l’Abisso dei tuoi nemici”
Quando Leslie riaprì gli occhi vide Hunien davanti a se che le teneva le mani “Cos’era? Spiegami ti prego!” e l’elfa a rispondere “Non posso, mai far domande o chiedere consiglio ad un elfo, non comprenderai il suo parlare e la sua risposta sarà né si ne no, è stata una Visione” Leslie non comprese ed ancora chiese “Ma allora tutto questo non è Reale” ed Hunien “Dimmi cos’è il Reale? Una donna che ha trovato la forza e la volontà di trovare gli elfi o una donna che ora è piena di paure? – tirandole un ceffone – l’hai sentito? - Leslie si era porta le mani sulla guancia – allora non è un sogno” ed alzando la mano, Leslie vide uscir gli elfi dal bosco. La voce di Hunien tornò a squillare “Volevi gli elfi? eccoli! ammira i resti di un grande esercito che fu, quello degli elfi scuri! ahimè… perso per colpa di mia madre e dalla sua sete di vendetta; rimesso in piedi ed uscito dall’Abisso e per merito di Annael è tornato ad Essere quello che da sempre era! Questi sono i Noss! Significa Famiglia, il Clan! Siamo tutti legati non da parentele ma dall’amore! dalla fiducia! Questi sono i NOSS DAGOR! I Clan da combattimento degli Elfi Scuri! Capaci di piegare qualsiasi esercito e forza nemica! Guardali ora perché non li vedrai mai più così!”
 
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annaelsidel

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Nota: Tovie Tulkacelume; sostenne la cerimonia del cambio del nome e diventò TOVIE SIDEL.
Fu regina di tutti gli elfi ed è ricordata per aver causato la più grande sconfitta subita dagli Elfi Scuri. Fece schierare gli Elfi in campo aperto e sfidò le Legioni Imperiali e lo stesso Imperatore, contro la decisione del marito Annael Sidel che aveva già visto la tragedia. Tovie fece imprigionare Annael in luogo segreto e per non farlo trovare chiese aiuto alla loro figlia Luthien che con un incantesimo nascose alle menti il luogo ove segregato Annael. Abolì i Noss Dagor e riformò l’esercito e preparò gli elfi allo scontro. Gli elfi che non videro Annael e che sapevano della sua visione non volevano scendere in battaglia. Tovie ricordò che Annael era l’Unico elfo in grado di mentire, in realtà non aveva visto nulla, Annael non voleva vendicare il figlio MIN SIDEL per colpa di un suo stesso errore; i nemici volevano uccidere MIN SIDEL ma uccisero il Min sbagliato perché anche Annael era conosciuto come MIN SIDEL. Tovie disse che da sempre Annael aveva sfruttato l’omonimia ed essendo il responsabile non voleva vendicare il figlio.
In realtà Min Figlio era sempre stato d’accordo con Min padre per ingannare i nemici.
Gli elfi si fecero convincere e per la prima volta scesero in battaglia senza Annael, ma scesero in battaglia anche senza Hunien che MAI non si era persa una battaglia. Hunien stava cercando il padre e quando percepì l’incanto e non riuscendo a toglierlo andò da colei che lo stava mantenendo… la sorella Luthien e la convinse a liberare Annael. Annael e Hunien arrivarono ma oramai era troppo tardi e fu allora che Annael disse “Questa è la fine della Casata dei Sidel, questa è la fine degli elfi scuri”

Leslie vide il Noss di Hunien formato solo da elfe scure, indossano vesti nere e al sol guardale ti mettevano paura. UIN NIN era il nome del Noss; significa Femmine a me, ed erano 500 elfe pronte a dar la loro vita per Hunien “Eccole le mie elfe! Tesori del mio cuore!”
Poi venne il turno dei Noss di Aran e Marilla; le figlie di Hunien, elfi a cavallo “Il Noss di Aran si chiama Rant Goe, che significa Vena Terrificante! Il Noss di Marilla si chiama Aglar Daug, che significa Gloria Guerriera! Il Noss di Narwain si chiama Cerch Dae, che significa Falce dell’Ombra! Tutti assassini! Narwain è l’unico mezzelfo che comanda un Noss di Elfi!” arrivò il Noss di Laitale 500 elfi armati di falce e ovviamente terrificanti come la loro Comandante, pure il nome; Bal, che significava Angoscia, non era rassicurante. Tutti uscirono dal bosco e si schierarono vicini ai loro comandanti “Maa… – fece notare Leslie – ne manca uno… il suo” indicando Mel.

La mezzelfa che se ne stava seduta tranquilla sull’erba si alzò andando verso di lei “Il mio Noss non ha un nome ben preciso e comunque anche nel mio Noss; quello avuto da MIO Padre - lanciando una occhiataccia verso Hunien - ci sono elfi, vedi cara umana ora ti dirò quello che elfi non dicono mai a voi umani, amano dar sfoggio delle loro armi, dei loro poteri, vogliono da subito presentarsi superiori a voi perché tanta superbia gira nelle loro vene! queste ridicole presentazioni ne sono un esempio, è solo un circo e colei che l’ha presentato è la prima a cui piace mettersi in mostra! E’ un elfa nana ma è stracolma di superbia! Ed è sempre in gara e raramente lo vince contro nostro padre, lui è Maestro! Ha un ego senza confini, un ego che va al di là delle stelle! Ho detto bene cara la mia Hunien, cara la mia Sorellastra!!” marcando l’ultima parola.

Hunien andò subito su tutte le furie “Maledetta tua madre! Quella volpe infame!” Mel rideva mentre Hunien continuava a riempirla d’insulti “Bla bla bla bla… le tue parole sono sempre le stesse elfa nana! 8000mila e passa anni buttati! Questa è la grande saggezza degli elfi, guardala come salta furiosa quando la colpisci nella sua superbia! Guarda come veramente sono! Hai cercato aiuto… non hai idea… gli elfi causano solo altri disatri, e se al comando c’è Hunien stai pur certa che finirà in peggio!”

Scrivere del rapporto tra Hunien e Mel è inutile ai fini del racconto, va detto che tra loro non vi era dell’odio… gli elfi non odiano nessuno, diciamo che faticavano ad andare d’accordo, entrambe hanno lo stesso padre ma non la stessa madre, entrambe son principesse elfiche, entrambe si lasciavo andare a qualcosa di troppo esagerato. Del resto la Casata dei Sidel era da sempre al centro di ogni scandalo, se qualcosa non filava per il verso giusto, dietro c’era sempre puntualmente un Sidel.

Gli elfi si vestirono da abiti umani; quando coprirono le orecchie a punta, sembrarono umani a tutti gli effetti. Una voce da criceto gli bucò i timpani “ALLORA UMANA? TI MUOVI O NO!? SVEGLIA!”

Leslie e gli elfi partirono, direzione: castello di Leslie.


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annaelsidel

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Elfi al servizio di Lady Leslie
Leslie fece ritorno al suo castello ed entrò in città con dei nuovi soldati e le genti furono contenti nel saper che la loro Lady era tornata a casa, Leslie stringeva le mani a tutti quanti. Stanca del viaggio riposò e dormì per alcuni giorni poi si presentò al Consiglio. Informò d’aver reclutato 3.000 mila mercenari provenienti da Regni diversi e presentò al Consiglio i 6 Ufficiali che li comandavano; manco a dirlo che appena videro Laitale ebbero tutti il terrore. Come giustificare dalle finanze il costo di 3.000 mercenari? Si farebbe fatto molto prima dicendo “Sono elfi, non usano il denaro e non vogliono essere pagati”. Leslie non è che era così ricca da potersi permettere 3.000 mercenari il costo si andava a sommare alle spese dell’esercito, vi è una sostanziale differenza tra la paga di un Mercenario, un Soldato Professionale come un Legionario e un Soldato normale che solitamente erano dei Coscritti. Fortunatamente la forma di Governo degli Umani e le loro leggi vennero in aiuto e diedero la soluzione. Un Lord ha la legge dalla sua parte “LA LEGGE DEI LORD” autorizza a “Far quello che si vuole” senza dar giustificazioni a nessuno, detto in parole più semplici, Leslie non doveva far altro che far valere la sua AUTORITA’ di Lady inteso come Lord, nessuno poteva alzar un dito, va tenuto presente che ogni città e castello Umano ha come CAPO un Lord, la città è SUA, creata e fondata da lui e la parola esatta; che farà storcere il naso è: PADRONE, va da sé che un LORD decide come gestirla, con un autoritarismo totalitario dove tutto è limitato o con un autoritarismo governativo con il Lord che si circonda di un “Entourage” una cerchia di Collaboratori; solitamente parenti e amici fidatissimi e dove tutto resta sempre limitato. Esistono dei Lord Padroni Padroni, quelli più Democratici o Socialisti, quelli che sono una via di mezzo ed anche quelli che seguono l’Anarchia totale, va detto che nel Regno di Leslie; il Regno di questo racconto, bisognava avere i giusti attributi… si ma non siamo qui a scrivere di politica; tra l’altro umana… giusto per la cronaca gli Elfi hanno un Assolutismo Monarchico:
“Quod principi placuit legis habuit vigorem”
[Ciò che è gradito al principe, ha valore di legge]
Per citar una Arcaica lingua umana, gli elfi si fanno i fatti loro, cantano e ballano, mangiano e fan l’amore, tanto c’è Annael che si fa carico di tutto e Amen… inoltre sarebbe fiato sprecato perché si cozza contro l’IO egocentristico di ANNAEL dove TUTTI e TUTTO girano intorno a lui, vero che ha tolto dalla lingua elfica il verbo VOLERE, io voglio non esiste più, però ha tenuto il verbo GAR
GARO = io possiedo
Legge di Annael “Ricorda che sei stato TU di tuo libero pensiero a farmi Sovrano, dal quel giorno IO TI POSSIEDO, tutto il popolo è MIO, esso mi APPARTIENE ed io sono loro” non siamo a livelli che per andare in bagno un elfo deve chiedere il permesso ad Annael… ma poco ci manca… nella mente Bacata, Malata e Deviata di Annael è TUTTO SUO.PUNTO!

Leslie che non era una Autoritalista, disse al Consiglio che non doveva dar giustificazioni, era compito suo pensare a questi Mercenari e il Consiglio dovette star zitto e sperare che il bilancio sarebbe rimasto in attivo altrimenti Leslie sarebbe stata costretta a far dei tagli e sicuramente i primi a trovarsi in mezzo alla strada sarebbero stati proprio loro. Questo Cambiamento di Leslie e questi mercenari misero in allarme alcune persone; spie. Grazie al potere di riuscir a leggere la mente di Hunien, Leslie fece pulizia tra i suoi collaborati e si liberò di spie e di corrotti e sempre grazie agli elfi si venne a conoscenza di un fatto gravissimo. Un giorno Leslie passò in rassegna le sue truppe; Hunien era al suo fianco, Leslie s’intrattene a complimentarsi con gli Ufficiali e fu lì che Hunien catturò il pensiero di un suo Generale. La provincia di Leslie era sotto il controllo di un potente Lord; Leslie aveva firmato con lui un trattato di non belligeranza. Hunien percepì strani pensieri e disse a Leslie di arrestare subito il Generale. Il Generale confessò; prima disse che mai avrebbe parlato neppure sotto tortura, si trovò di fronte Laitale e spifferò subito tutto a raffica. Il Lord della Fortezza; quello che controllava tutta la Provincia, era intenzionato a rompere il trattato e che si stava preparando ad invadere le terre di Leslie e ad attaccare la città ed il castello, con l’appoggio totale di tutta la Corporazione di cui faceva parte anche Leslie. Il Generale scrisse la confessione e Leslie aveva tutte le carte per dar del Traditore al Lord e a tutti i Lord della Corporazione. Secondo la Legge Dei Lord, aveva il diritto di Attaccare tutti i traditori che avevano firmato l’accordo, inoltre spiare un Lord; cosa che facevano tutti, era vietatissimo e la pena poteva anche essere una condanna a morte.

Una notte si tenne un incontro; avvenne fuori dal castello, tra Leslie ed i 6 Sidel; Hunien, Laitale, Narwain, Aran, Marilla, Mel. Leslie voleva trovare una soluzione ma Hunien gli consigliò di anticipare le mosse del Lord, secondo la Belligerante Elfa avrebbe dovuto attaccare il Lord con una facile e sicura vittoria grazie all’aiuto degli elfi. Laitale gli disse che era meglio aspettare mentre Mel gli disse che qualsiasi idea proveniente dalla mente di Hunien era sicuramente Dannosa e Pericolosa. Leslie prese tempo per pensarci, un giorno decise di far visita al Lord ed ovviamente con lei andò anche Hunien per conoscere il carattere del possibile futuro nemico. Questo Potente Lord viveva in un castello posto su una rupe che dominava tutta la valle, il castello veniva chiamato LA FORTEZZA e lo era veramente una Fortezza. Leslie non disse che aveva le prove e le carte per farlo dichiarare Traditore compresi gli altri Lord. L’incontro non fu dei più belli, il Lord non ebbe belle parole per Leslie e gli ricordò che era anche in ritardo su alcuni pagamenti. Hunien non riuscì a leggere nella mente del Lord e la cosa fu veramente strana, percepì una strana Aura di Magia e la cosa diventò ancora più strana “Quell’umano aveva la mente coperta da una magia protettiva, non dipendeva da lui ma da altri… se sarei andata a fondo si sarebbe percepita la mia Aura e non posso rischiare”
“Altri?” chiese Laitale mentre Mel aggiunse “Non conosciamo tutte le magie degli umani, la cosa strana è che questi umani siano a conoscenza di questo tipo di magie” a questo punto anche Laitale e Mel furono dell’idea di attaccare il Lord “Hunien sarà anche pericolosa di suo, ma se ha percepito qualcosa direi che sia meglio intervenire” disse Mel. Leslie non sapeva cosa fare e questo atteggiamento ditubante non piace agli Elfi ed infatti Hunien andò su tutte le furie “Più aspetti e più sarà peggio! Basta fare il ruolo della Dama Diplomatica e di colei messa a dirigere la logistica, come ordinato dal tuo caro amico umano! Questo Lord e tutti gli altri ti hanno messo i piedi in testa e stanno aspettando il momento giusto per attaccarti e farti fuori! Non targiversiamo! Attaca quella Fortezza! Ho visionato le tue truppe e ci sono ottimi soldati che ti sono fedelissimi, fagli vedere chi sei! ATTACCA LA FORTEZZA! Hai la legge e il diritto dalla tua parte!”.
Leslie ed i 6 Sidel ne discussero tra loro, come sempre fuori dal castello e questa volta decisero di uscire persino dalla città ritrovandosi in un boschetto vicino, dove scorreva anche un ruscello. Mel fu la prima a parlare “Già sapete che ho cambiato idea, anche per me il Lord va attaccato, però devo ricordavi una cosa… che non dovremmo interferire nel destino degli umani – guardando Hunien – stai facendo troppa pressione mia cara sorella, tu non vedi l’ora d’entrare in battaglia, sei così… ma di quello che può succedere a Leslie e dei possibili risvolti futuri sul destino di Lei non t’interessa niente perchè non sei umana e ragioni come un elfa nana!”.
Aran mise subito le mani a coprir le orecchie per pararle dall’urlo della madre che arrivò puntualmente “Perché ogni volta mi ricordi che siamo parenti! Non sorella ma sorellastra! Ti ricordo cara la mia mezzelfa che anche tu sei venuta a piangere dagli elfi proprio come ha fatto Leslie! Del resto è normale, quel lato umano cede facile alle lacrime! Non è vero che di Leslie non m’interessa nulla, purtroppo io non posso vedere nel futuro come mio padre, ma ritengo che sia la cosa giusta da fare, ed inoltre quell’umano non mi piace – sbuffando – ammetto che hai ragione e la cosa mi brucia… in teoria Leslie dovrebbe chiamare i suoi amici, decidere con loro… da quello che ci ha raccontato; magari sbaglio, ma questi amici mi danno l’impressione di esser dei mollacini! Tante parole ma zero fatti! Argomento donne? Sempre da quello che lei ci ha detto e l’ho già fatto notare, Leslie è stata messa in disparte da questi amici, mio desiderio è quello che diventi LEI la nuova proprietaria della Fortezza e non uno di questi umani che lei chiama amici… mai fidarsi di nessuno… oggi amici amici, domani crudeli nemici, è una legge non scritta degli umani”.
 

annaelsidel

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Mel ed Hunien iniziarono a litigare, a quel punto intervenne Narwain Sidel che senza dire una parola; si limitò ad alzare la man destra, zittì le due elfe.
Leslie aveva parecchie domande riguardanti Narwain Sidel, aveva notato che pur essendo un mezzelfo godeva di parecchia stima anche tra gli elfi. Aran gli aveva raccontato la storia tra elfi e mezzelfi "Sono serviti secoli per far nascere tra elfi e mezzelfi una reciproca stima, all'inizio non ci furono tanti problemi, i mezzelfi erano pochi, ma diventarono di più rispetto agli elfi. Il nonno vietò le unioni tra elfi e umani, ma quando meno te lo aspetti; e non potendo vedere nel futuro dei suoi affetti, il suo figlio prediletto Min Sidel - sospirando - sposò un'umana dando alla luce 2 gemelli, uno di loro è qui con noi adesso, Narwain e la sua gemella è Aranel”. Leslie non se l’era sentita di far altre domande, dal volto di Aran intuì che vi era dell’altro quando fece il nome di Min Sidel. Con la mente piena di pensieri rientrò in città ma una voce la fermò “Vieni Leslie – gli disse Laitale prendendola per mano – passeggia un po’ con me, questo ruscello è incantevole e le Stelle son meravigliose”

Senza l’aspetto della carta dei Tarocchi, Laitale era un elfa molto bella; da non credere al binomio di elfa necromante e incantatrice che a quanto aveva saputo la rendeva “potente tra le elfe”. Laitale mise i piedi nel ruscello e subito un sorriso gli si disegnò sulle labbra “Mel ha ragione, non dobbiamo interferire, Hunien a modo suo sta cercando di spronarti ad agire”. Leslie gli rispose “Hunien non si rende conto che ho la testa piena di pensieri, a volte penso che tutto questo sia solo un sogno… il viaggio, aver trovato gli elfi, il loro aiuto... mi sento catapultata in un mondo che non mi appartine più” Laitale andò verso di lei e le prese le mani “E se anche lo fosse? Un sogno… nei sogni puoi far quello che vuoi! Essere chiunque! E’ tempo che Leslie cambi… allora prendi il Sogno!” sentendo il sospiro profondo dell’umana e la voce di lei “Ho capito, farò come dice Hunien, attaccherò il Lord - dando uno sguardo di traverso verso l’elfa e con voce bassa – un domanda” con Laitale che sorrise e disse “Perché Narwain gode di tanta stima tra i Sidel? E con lui la sorella gemella Aranel? Perché due gemelli Mezzelfi godono di stima e di rispetto tra tutti gli elfi? Sai come si chiamava la madre di Narwain? Si chiamava come te, Leslie… Leslie Vasburg... a quel tempo eravamo nelle terre del Sud ed i Vasburg furono i primi nostri amici umani, rimasero con noi fino all’ultimo, mai tradirono di elfi, molti mezzelfi discendono da quella Casata Umana… Narwain e la sua gemella Aranel – le mani unite a prender l’acqua per poi bagnarsi i capelli – Min Sidel sposò Leslie e ripotar alla memoria una storia che al sol pensier già mi stringe il cuore è dura anche per me… che gioco con la morte – uscendo dal ruscello e sedendosi sull’erba - il suo vero nome era Chelcael, la Stella di Ghiaccio... gli elfi chiamarono anche lui MIN, lo stesso nomignolo che si diede Annael da piccolo... vi erano 2 Min Sidel, ed entrambi risplendevano nella gloria. Min figlio lo era più del padre, ma confondendoli nel nome non si capiva se era proprio così. Annael non poté salire al trono perché accusato di praticare la magia nera; la negromanzia, Annael non sarebbe salito ugualmente al trono, mai Annael ha bramato di salirvi, lui ha sempre preferito svolgere il ruolo di cui che resta nell’ombra, Annael regge e tira i fili... fu Min figlio a salire sul trono di quelli che ai quei tempi venivano chiamati Elfi Rhoedhil, essendo gli elfi ancora disuniti… Min era Min… mai visto un elfo come lui… lui era… come il padre, imprevedibile, cuor gentil… sorriso dolce… avrebbe potuto aver qualsiasi elfa schioccando le dita, ed invece donò il suo cuore ad un umana… aveva cura per tutti ed amava tutti nello stesso modo, elfi, mezzelfi ed umani... Annael e Min portarono gli elfi al massimo splendore, venne chiamato lo Splendore di Ire Loissea. Il padre teneva lo sguardo nel futuro ed il figlio teneva la spada… Annael e Min giocavano su questo inganno... specialmente Annael, che sempre tramava inganni ai nemici... tele su tele… ragnatele su ragnatele… lui stesso finì nella sua stessa rete d’inganni trascinando anche il figlio… Mai dare per scontato che un nemico non impari... il nemico arrivò e colpì! ma prese il Min sbagliato... Annael non poteva vedere la morte del figlio, Tovie maledì questo suo potere! chiese ad Annael di guidare l'esercito degli elfi in battaglia, Annael era lo stratega migliore, il ragno crudele! Annael usò il suo potere e vide la sconfitta degli elfi, quindi pregò la moglie di non cedere alla sete di vendetta! Che questo era il momento sbagliato! Tovie per non farlo sapere, per non farlo parlare, lo fece prendere e rinchiudere! Annael aveva già comunque parlato... ma egli può mentire... è l'unico che può farlo... Tovie prese al volo l'occasione e disse che Annael stava mentendo! Perché Min era morto per colpa sua! e così arrivò il giorno della battaglia... senza Annael e senza Hunien... tutti gli elfi andarono in ansia perché mai Hunien era stata assente da una battaglia, gli elfi non potevano rifiutare un ordine della Regina… nelle terre del Sud vi era un Imperatore, sul trono era salito Kinthan il guerriero... il terrore degli elfi! intelligente, grande stratega! su di lui vi era il sospetto che fosse in realtà un mezzelfo! Kinthan aveva alleati ovunque, i peggiori furono i draghi! la regina venne circondata, tutti gli elfi si strinsero intorno a lei... tanti Sidel morirono... io persi il mio amore... mio marito Narmo... la regina cadde a terra senza vita... colpita dalla lama di Kinthan... dolore e disperazione nei cuori di tutti... anche in quello di mia madre Luthien che aiutò la madre ad imprigionare Annael… l’incantesimo venne rotto da Hunien che non vedendo più il padre si era messa alla sua ricerca e lei percepì l’incantesimo della sorella, Hunien riuscì a convincere la sorella di liberare il loro padre, Annael ed Hunien arrivarono ma ormai era tardi... gli elfi stavano per buttare le armi ma videro lo stendardo di Annael arrivare! ripresero le armi, rientrarono nei ranghi ma Annael disse... NO! la casata dei Sidel era finita... e senza i Sidel non si entra mai in guerra... le grandi casate elfiche diedero ad Annael del codardo, fu allora che lui sguainò al cielo la spada di Min Sidel! una spada da Annael forgiata in epoche Arcaiche perché lui è il più Anziano e ha visto cose che noi non sappiamo! una spada leggendaria per gli elfi! e disse quello che aveva già visto... che se la battaglia sarebbe continuata era la fine di tutti gli elfi! Annael venne invitato a salire sul trono da alcune Casate, ma lui disse no... mia madre chiese il suo perdono per l'errore che aveva commesso, lui gli rispose che per ripagare l’errore un giorno si sarebbe preso il suo cuore… poi Annael sparì..." silenzio.

"Però Annael è tornato... siede lui sul trono..." disse Leslie, Laitale si rialzò "Ovviamente, chi altri altrimenti? Hunien!!?? - sorridendo - ci volle un po’ di tempo ma tornò e salì sul trono, unì gli elfi in una sola vera stirpe quella che da secoli avevamo già nel sangue, la stirpe dei Mornedhil, gli Elfi Scuri”
"Cosa significa che avrebbe preso il cuore di tua madre"
chiese molto curiosa Leslie

"Annael; mio nonno, mi vide persa e disperata per la perdita del mio grande amore, lui vide la mia morte, mi venne vicino e mi disse che c'era un modo per evitare tutto questo..." silenzio, con Leslie tentennante se fare un'altra domanda, che gli venne infine spontanea "e.... quale fu?" Laitale la fissò “sicura di volerlo sapere? – chiudendo gli occhi iniziò a concentrarsi – vi era solo un modo per sfuggire al dolore, cercarne dell’altro! E questo dolore poteva arrivare solo dalla magia nera! Io sono Laitale! E sono un Negromante!” quando riaprì gli occhi erano gialli, Leslie sentì stringersi la gola ma non aveva la forza di muovere le braccia, freddo gelido alle gambe, guardò in basso, il prato era sparito, c’era un pavimento pieno di vermi e nella sua mente una Voce che non riuscì ad identificare “Non c’è nulla di vero, stai dormendo, cerca tra i rami del boschetto e vedrai un ragno su una tela”. La visione era cambiata, era in riva al mare, al suo fianco c’era Laitale, indossava una veste bianca e suonava una cetra. L’elfa iniziò a cantare

Guarda all'orizzonte
Il cielo si butta nel mare
Tutto è un confuso blu
La tua mente si domanda
Quel pesce nuota o vola?
Più capisci qualcosa

Meno ne hai paura

Leslie aprì gli occhi e sobbalzò, era distesa nel suo letto. Seduta sulla poltrona c’era Laitale che teneva nelle mani una cetra, gli strizzò l’occhio ed alzandosi andò verso la porta “Avete ordini mia Signora?” Leslie si mise in piedi sul letto e puntando l’indice contro l’elfa “MAI PIU’! NON T’AZZARDARE MAI PIU’ A FARMI UNA VISIONE DEL GENERE! STREGA! – poi ritrovando la calma e chiedendo scusa all’elfa – avverti Hunien, che prepari un piano di battaglia contro la fortezza del Lord!”.
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annaelsidel

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Ciao a tutti e intanto grazie che mi state leggendo e spero che vi stiate divertendo :)
Con questo post esco dal racconto per un qualcosa che sapevo sarebbe successa e non posso veramente farci nulla, è un automatismo da cuor elfico.
Chi è MIN? era un ragazzo di nome Alessio, soffriva di una rara malattia cardiaca e conosceva il suo destino, entrò nella LAND dove si giocava a fare gli elfi e diventò il mio miglior allievo e tutt'ora non è stato superato da nessuno. Sapete benissimo; vi sarà capitato, che alcuni rapporti VIRTUALI diventano qualcosa di più, non era solo un giocatore, un ragazzo, diventò un figlio adottivo, Annael adottò Alessio e gli diede uno dei suoi sopranomi: MIN SIDEL.
Alessio scrive a Giovanni
16/09/2008 - Passo subito a elencare dei pensieri che io ho su questa Land, premetto è la prima land che visito sono un neofita di Gdr, e per questo motivo non giudicherò cose come la grafica, l´ambientazione o altro..visto che non ho termini di confronto. Le persone che gestiscono sono davvero ottime, perchè con molte di esse ho istaurato un rapporto profondo; tu sei fra queste... mi hanno ascoltato anche per faccende off, dimostrandosi persone di una disponibilità e apertura mentale assai ampia.
Vorrei dirti grazie perchè sempre mi rispondi fugando con gentilezza tutti i miei dubbi, mi proponi idee, mi inviti alle tue quest affidandomi seppur neofita responsabilità..altro da aggiungere?? ti ringrazio di avermi fatto conoscere a fondo Tolkien ed il suo mondo di fantasia... ti ringrazio di avermi fatto conoscere la tua fantasia e ti ringrazio di avermi dato l'onore di chiamarmi come te MIN SIDEL... questo è un mondo in cui io mi diverto, mi rilasso e mi sento ben accetto..e che mi funge da distrazione da una vita che...
in questi tempi si fà sempre più dura......
Mi firmo MIN SIDEL / Alessio
"da una vita che... in questi tempi si fà sempre più dura......"
3 Gennaio 1892 - nasce John Ronald Reuel Tolkien.
3 Gennaio 2011 - si spegneva Alessio, dopo aver lottato con tutte le sue forze per 3 anni contro un MALE che neppure lo Spirito degli Elfi è riuscito a sconfiggere, la fantasia non è bastata, aveva 22 anni.

tarmenel ná lá calima enyáre ya tulo yet! [L’alto firmamento È Più Luminoso da quel giorno che sei arrivato tu!]

CANTO DEI SIDEL A MIN SIDEL
lúmesse‭ ‬i tecil‭ si‬nta
i má acúna ranya quáme
i sanwe o vanwa o latya miule
inye tam
sérero ná cólo
an echte, sanwe tanca
mir mine yána
mine atar mine amme
hárar mine ambal chelca

yaimie hinanta...
[per un momento‭ l‬a penna
perde la forza.‭
La mano gelata si torce per uno strano malessere.
Il pensiero di lasciar perdere;
di lasciar passare il pianto, mi percuote.
Egli riposa...
il piacere per ciò che è andato perduto,
è un peso nel cuore, una lancia, un pensiero fisso.
In un luogo santo,
un padre, una madre
sono seduti su una pietra tagliata e fredda
‭e ‬piangono il loro figlio]

I‭n quello spazio sono invisibili, ‭nel loro dolore si nascondono.
‭Nell'aria si sente una canzone, su quella pietra fredda arrivano i Sidel
‭"Nella tragedia nascono le leggende, nessuno ricorda la lotta dell'eroe...
‭Sulle Stelle il Ragno tesse e intreccia ‭i fili di un racconto eroico,
‭di mostri uccisi‬ e di battaglie vinte!
Di tempi andati e mai dimenticati... degli enormi sacrifici degli eroi!
Questo è il canto per un eroe"

Aiya i anta liante ya lala
auta vanta súya russe!
lá chiswe oia ea oi míri

anta liante pilin ya chorta
[guarda la faccia del ragno... ride;
sta camminando sul filo di lama!
oltre le nebbie esistono sempre eterni tesori
la faccia del ragno è una freccia che scocca!]

Aglar! Ias beren istatha cuia! Alessio... an ui!

E' un ricordo triste e commovente di questo ragazzo che è entrato nel Mondo di Tolkien e che in soli 3 anni è diventato un grande elfo scuro, è un ricordo che potevo benissimo evitare ma è qualcosa che mi nasce dentro e non è quel raccontare per forza... nasce dal cuore dove è rimasto, è un ricordo triste ma anche bello e piacevole e resta e resterà tale.
Come si suol dir, la vita è andata avanti, grazie che mi seguite :)
saluti.
Gio.
 

annaelsidel

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La battaglia delle 4 strade
Riepilogo dei fatti antecedenti la Battaglia.
Il Lord della Fortezza era arrivato tempo addietro e si era messo in testa di costruire una fortezza a picco sulla roccia. Essendo l’ultimo arrivato e non avendo un gran fama; era anziano sicuramente oltre i 60 anni e non nessuno aveva mai sentito il suo nome, i Lord già presenti nella provincia lo presero per pazzo e solo Leslie fece notare che il Lord avrebbe costruito la fortezza in un punto molto strategico e vicino ad importanti vie commerciali; la fortezza dominava la valle e la grande pianura sottostante, quel luogo veniva chiamato: le 4 Strade. Nel centro della valle vi si teneva ogni mese un Mercato; inizialmente la zona era quella della dell’unico Villaggio presente ma il Lord della Fortezza fece sapere che il villaggio sarebbe passato sotto il controllo della Fortezza per fornire le risorse ai soldati e di conseguenza venne spostato. La preoccupazione di Leslie andò nel vuoto e poco dopo il Regno subì l’Invasione dell’Alleanza Orientale ed il Lord della Fortezza scoprì le sue carte. Alleato all’Allenza ricevette truppe e denaro per proseguire i lavori della Fortezza e per essere lasciati in pace e non venire attaccati dall’Alleanza Orientale tutti i Lord della Provincia diventarono sui alleati ed anche Leslie fu costretta ad entrare nella Corporazione di questo Lord per non vedersi costantemente minacciata e attaccata. Leslie ne parlò anche con i suoi nuovi amici ma nessuno di loro ebbe mai ad interessarsi tranne il Lasi che tra tutti era il più vicino ed essendo un Cavaliere fu l’unico che si preoccupò dell’amica e non riuscì a convincere nessuno, neppure il Fortunato che sapeva essere Intimo Amico di Leslie. Il Lord della Fortezza riceveva aiuti dal Prelato, i due si conoscevano da tempo, non sappiamo se fossero legati da un rapporto di profonda amicizia più no che sì, sicuramente avevano già collaborato insieme, va ricordato che i Trè Comandanti che guidarono l’invasione dell’Allenza Orientale: Regina, Generale ed il Prelato, era si Stirpe Orientale, nessuno dei trè lo era, in seguito questi Trè presero il controllo del Regno e furono chiamati: il Drago a 3 Teste.
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Ad Hunien brillavano gli occhi, strofinandosi le mani "Leslie tesorino! cosa bisogna fare per prima cosa?" Leslie ebbe un attimo di smarrimento, la testa si girò automaticamente verso Laitale che stava seduta sul divano a pizzicare la cetra, le due donne incontrarono gli sguardi:
" Quel pesce nuota o vola? più sai le cose... meno avrai paura"
La frase rimbalzò e fece eco nelle pareti della sua testa, prese fiato e partì a raffica "Primo! mandiamo esploratori, dobbiamo conoscere bene tutta la zona; si potrebbe anche disegnare una mappa! Secondo, manderò qualche buona spia che vada a strappare informazioni sulle truppe del Lord; Terzo, ci serve un buon piano d'attacco vista la posizione strategica del nemico che ha quasi completato la sua fortezza; quarto, passerò personalmente tra le truppe, valuterò e prendero i soldati migliori da schierare, mentre gli altri andranno a formare le riserve”. La stanza era calata nel silenzio, Hunien stava a bocca aperta "Caspita... - farfugliando - ma siamo sicuri che ti serve il nostro aiuto? Unica cosa, non inviare nessuna spia umana; anche se ti fidi ciecamente di loro, manderemo gli elfi a spiare il nemico, questo è un compito adatto a Narwain ed i suoi elfi, servono abiti da contadini per camuffare gli elfi” Il giorno dopo partirono i gruppi di esploratori, e con loro andarono anche Leslie ed Hunien.
Appollaiata sul costone roccioso come un Aquila, la fortezza dominava la valle, per costruirla erano serviti anni e anche qualche morto… per non parlare dei costi; era chiaro che si era fatto prestar soldi. Hunien non è che sia il massimo in strategia militare, è più una che si butta spavalda ben sapendo e potendo contare sulla forza degli elfi… ma non era di certo una stupida e doveva fare i conti che c’erano anche gli umani. Un attacco frontale non si poteva fare “Useremo ugualmente le armi d’assedio, serviranno solo da esce, il nemico le vedrà arrivare e dobbiamo sperare che per distruggerle mandi fuori tutti i soldati nella Fortezza lasciandola indifesa, vorrà impedire che arrivino nel raggio di tiro e manderà le forze nella pianura e così andremo ad eliminare la sua posizione di vantaggio, il nemico deve credere che tu voglia distruggere la Fortezza mentre invece dovrà diventare la tua prossima casa, hai bisogno di prendere prestigio!”.
Leslie ascoltò attentamente e disse la sua “E se non cade nella trappola? Non sarebbe meglio che appena vedrà il mio esercito arrivare gli invio un messaggio con scritto che ho scoperto le sue intenzione, ho le prove e che sono arrivata per radergli al suolo la fortezza? Con una minaccia ed un attacco dichiarato è più sicuro che invierà truppe per distruggere prima le catapulte” Hunien replicò che l’idea non era affatto male, la percentuale era alta ma non era ancora una certezza assoluta che il Lord avrebbe preso quella decisione “Secondo me è più logico colpirlo nel suo Essere maschio! Nel suo sentirsi esperto militare, deve continuare a vederti per come ti vede da tempo, una donna stupida e cretina, debole e incapace di dirigere un Castello e che continua a sbagliare” Leslie sorrise “Grazie dei complimenti! Comprendo le tue parole, il maschio forte e bravo che vuol dare una lezione alla donna… specialmente nel combattere… sì, è più probabile che cade in trappola per questo motivo ma non abbiamo la certezza assoluta”
Arrivarono i primi rapporti delle spie e non furono confortanti, la cifra totale delle truppe nemiche era di 100mila unità, Leslie poteva contare su un totale di 80mila unità più i 6 Noss Dagor, 3.000 elfi, la delusione si disegnò palese sul volto di Leslie “Era meglio che fosse un sogno, addio sogni di gloria, le mie truppe non sono tutte veterane, 20.000 sono di riversa direi che sia il caso di trovare un’altra soluzione, manderò messaggi d’aiuto ai miei amici”.
Hunien sbottò subito “Leslie! Santi numi! A parte che ci metterete giorni a trovare una decisione comune, portare qui il loro aiuto militare significa che dovranno marciare con i loro eserciti, centinaia di soldati che alzano nuvole di polvere e lasciano in giro sporcizie, neppure a farli marciare di notte o che si fingano carovane di mercanti li lascerà immuni da sospetti, sarà normale che qualcuno si faccia la domanda, ma dove vanno tutti questi soldati? 1+1… stanno andando da Leslie! Anche a marcia forzata arriveranno prima i messaggi di allarme al Lord del Fortezza… e tieni presente che mentre siamo qui a parlare di attaccarlo nella speranza che cada nel tranello, può avvenire il contrario… domani quando ti svegli vedrai l’esercito del Lord ed i suoi alleati sotto il muro del tuo castello – Hunien cercava di toglierle la delusione dal volto - gioia mia, ma tu pensi che le truppe di quel Lord siano tutte veterane? Come ragionano i veri soldati? Si è fatto prestare i soldi per finire la fortezza e avrà soldi per pagare militari professionali? Sicuramente i suoi soldati saranno più preparati dei tuoi ma non credo siano così Esperti, inoltre questa provincia; come tu hai spesso detto, è una provincia tranquilla, le guerre vere sono altrove, un veterano o un guerriero deve sempre mettersi in luce e lo fa dove può essere visto, di certo non qui, qui non c’è fama ne gloria ma solo terre di contadini e Lord che si bisticciano tra di loro per 2 metri di confine! Tu sei convinta che un Mercenario o un Ufficiale di Legione venga qui? A fare che? Al servizio di un Lord che tutti sanno che si fa prestar soldi? Te lo vedi un eroe di mille battaglie che mostra le ciccatrici e numera i cadaveri mettersi alla guida di un carretto di patate? Leslie non posso usare la magia per obbligare la tua mente a farti attaccare, la legge di mio padre mi vieta di dominare il tuo libero arbitrio…t’invito a guardare quel Lord per quello che è e che tu sai benissimo che è così, un vecchio pezzente che fa il duro sapendo di contare sugli altri!”.
Leslie pensò che in fondo; molto in fondo, vi era anche una certa logica nelle parole di Hunien
" Quel pesce nuota o vola? più sai le cose... meno avrai paura"
Ancora le parole del canto di Laitale gli fecero eco nella testa “Avrei un’idea… andiamo a far razzia nelle sue terre! Non deve aver prove che sono stata io, ci andate voi! tasteremo la qualità delle sue truppe!” su queste parole il volto di Hunien s’illuminò “Sei una sorpresa! Ma dove lo tieni nascosto questo tuo animo guerriero e da ribelle? BRAVA! Ti adoro… adoro anche il termine tastare… BENE! Domani quel Lord incontrerà 500 elfe!” l’euforia di Hunien venne fermata da Narwain “Non puoi andare tu con il tuo Noss Dagor, gli umani non sono abituati a veder combattere solo donne… poi tutte donne Mercenarie… la cosa migliore da fare è di sfruttare le nostre doti innate, andrò io e di notte e non di giorno, nessun umano andrebbe di giorno a razziare i campi del Lord nella vallata, non si azzarderebbe mai di farlo durante il giorno con i soldati tutti svegli in giro per la vallata con la certezza di essere inseguito e sicuramente ucciso, di notte è più credibile un scorreria, gente disperata dalla fame non attacca di giorno… - guardando serio Hunien – non nego che tu e tue care elfe sapete perfettamente fingervi umane, il discorso è che conoscendoti calcheresti la mano, tu devi stare nel castello insieme a Leslie”
 

annaelsidel

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Hunien si fece seria ma andar contro Narwain non si poteva, neppure lei osava andar contro il figlio Mezzelfo di Min Sidel. Narwain e il suo NOSS DAGOR attaccarono la notte stessa tutti i campi che appartenevano alla Fortezza, in una sola notte il nemico perse più di 1.000 unità, quando lo seppe Hunien si piazzò di fronte a Narwain con le mani sui fianchi “Per fortuna non si doveva calcare la mano vero nipote??!!” infatti il giorno dopo Leslie ricevette la visita del Lord della fortezza in persona, infuriato per la razzia voleva trovare i responsabili ed era venuto a chiedere anche il suo aiuto per dar la caccia ai razziatori; era sua convinzione che qualche Lord della provincia gli aveva fatto un dispetto. Sentendo e vedendo Leslie cambiò idea e queste furono le sue parole “Lasciate stare, voi siete stupida ma non così stupida da far un dispetto del genere, siete di origine contadina e contadina resterete” e andò via con Leslie in lacrime che si chiuse nella sua stanza e non volle ascoltar e veder nessuno “Addio animo guerriero…” commentò Mel e Laitale gli rispose “No, direi che è Umano… una reazione Umana del tutto normale, ci son cose che non sai riguardante Leslie e mai le saprai se non ti avvicini a lei, ma non servirà a nulla, son segreti che tiene nel cuore e persino io fatico a carpire… Leslie ha delle doti dentro di lei che non sa d’avere…”
2 giorni dopo Leslie si ripresentò “Ho deciso, domani attaccheremo la Fortezza!”
“Domani? – la voce era di Mel - l'abbiamo percepita tutti l'aria di pioggia, si vedono già le nubi addensarsi, se piove nessun umano scenderebbe in battaglia e potrebbe risultar strano vedere 3.000 Mercenari che non resteranno infangati e che corrono felici sotto la pioggia ed in più combattono come se niente fosse! Domani non è giorno di scendere in battaglia per gli umani, i tuoi Generali faranno di tutto per fermarti”

Leslie replicò seccamente “Loro faranno quello che io gli dirò di fare!” e Mel sorrise a sentir queste parole. Per Narwain aveva un senso, la trappola era di far credere al Lord che Leslie stava commentendo un errore e l’attacco sotto la pioggia aumentava la percentuale di cadere nella trappola. Leslie vide Laitale che aveva lasciato la cetra e stava affilando la falce; vide l’elfa sorriderle e fargli l'occhiolino, Leslie picchiò il pugno sul tavolo "Ho detto che ho deciso! Domani si attacca!” Quando tutti uscirono dalla stanza, Mel uscì per ultima, si fece al fianco di Leslie "Hai preso la giusta decisione… e non dire mai quello che ti sto per dire, non dirlo specialmente ad Hunien, domani stai al suo fianco e dalle carta bianca – lieve inchino - l'arma si tiene con il cuore e la testa, a domani impavida umana, ti aspetta o la gloria o la disfatta, dormi bene". Leslie non dormì molto bene, nelle poche ore di sonno sognò. Sognò la pioggia, poco importava che le sue truppe sarebbero andate in difficoltà, lei aveva gli Elfi! che non mai si fermano in battaglia anche se il tempo è dei peggiori! Sognò che al suo fianco ci fosse Fortunato e i suoi cari amici, Edo, Otto, Pego e il Cavalier Lasi. Si presentò fresca nella piazza d'armi e con mano ferma e voce squillante "APRITE LE PORTE! AVANTI SOLDATI! IN MARCIA! - vedendo Hunien sospirare - cosa? che ho detto?". Hunien le fu al fianco e con voce bassa "Cuoricina, è così che dai morale alla truppa? La prossima volta lascia fare a me”. Il fine udito degli elfi percepì un tuono distante, l’esercito si mosse, destinazione: le 4 Strade.
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Dopo la razzia subita, il Lord aveva ordinato di allestire degli accampamenti nella pianura.
Aran e Marilla andarono con la cavalleria sulle colline ad Ovest, mettendosi nascoste nel bosco. Aran attaccherà il primo accampamento mentre Marilla resterà in attesa di sviluppi; andrà in aiuto ad Aran o andrà a caricare altri due accampamenti centrali; che le fonti davano difesi da pochi soldati di fanteria leggera. Leslie, Hunien e Narwain avanzeranno nel centro mandando avanti le armi d'assedio; l’esca per il nemico. Nella fortezza ci sono degli arcieri, la Cavalleria Pesante vigila l'entrata della salita che reca alla fortezza, nel vedere le macchine d’assedio in arrivo che andranno a prendere la posizione per il tiro contro la Fortezza; che non è ancora stata completata e per evitare danni sulle impalcature del muro esterno, il Lord userà tutte le forze di cui dispone per eliminare le catapulte; in teoria il Lord invierà gli arcieri fuori dalla fortezza per la Cavalleria Pesante e Leggera che andrà a caricare le catapulte… ma è appunto una teoria, quando serve lo sguardo di Annael per vedere nel futuro non c’è mai.
Laitale e Mel andarono a coprire il fianco Orientale, Laitale ha mandato sù per le colline una decina di elfi, così grazie alla loro vista acuta possono vedere la zona del lago. Con loro ci sono le unità Umane di Leslie. Il piano di battaglia prevede di usare i due Noss Dagor al comando di Mel e Laitale; 1000 elfi, che si staccheranno dalle truppe umane per andare a raggiungere i piedi della Rocca. Gli elfi non avranno problemi ad arrampicarsi, sfrutteranno tutte le loro abilità innate: velocità, agilità, equilibrio; raggiunta la Fortezza si sarebbero infiltrati al suo interno con il preciso compito di eliminare il prima possibile la Linea di Comando; e questo significava la morte del Lord e di tutti i suoi Ufficiali. Tutto questo dipendeva dagli eventi della zona centrale, se le cariche di cavalleria andavano a buon fine, Aran e Marilla avrebbero proseguito per prendere la strada che portava alla fortezza.
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Il piano era decisamente molto elaborato e c’erano troppi ma e troppi se. Come ogni battaglia che si rispetti e anche se sembrerà strano visto che gli elfi combattono sempre, bisogna essere pronti alle sorprese, i troppi ma e i troppi se portarono alla decisione comune: qualsiasi brutta sorpresa avrebbe comportato l’IMMEDIATA RITIRATA, l’incarico di suonar la ritirata venne affidato ad Hunien. Una ritirata avrebbe significato un destino amaro ed anche atroce per Leslie, il Lord le avrebbe scatenato contro tutta la Corporazione.
I sogni di Leslie presero forma, le nubi si addensarono diventando nere, arrivarono veloci portate dal vento che smise di soffiare, le nubi si preparano a scaricare quintali di acqua. Un fulmine balenò immediatamente seguito dal suono del tuono. Il fulmine era così brillante che accecò l'intero campo di battaglia. Quando il flash sparì, la maggior parte dei colori non era più lo stesso; per lunghi istanti alla vista degli umani il mondo era diventato in bianco e nero. L’esercito di Leslie entrò nella vallata e davanti in bella mostra vi erano una decina di catapulte tirate da cavalli. Iniziarono a scendere le prime gocce di pioggia. Un’altro e più piccolo colpo di fulmine illuminò di nuovo il cielo, dal punto di vista degli umani non c'erano le condizioni per iniziare una battaglia, i Generali di Leslie non erano dell’idea di andare avanti e ci restarono decisamente male nel vedere la loro Signora prendere consigli da una Mercenaria Ragazzina e sentire Leslie “Miei Signori se avete ripensamenti potete andare, vi ringrazio di essermi stati al fianco fin’ora, sappiate che io oggi vincerò! E non vi accuserò di tradimento ad una Lady, ma nessuno di Voi si azzardi a chiedermi scusa e di voler rientrare alle mie dipendenze! Sono stata chiara? O con me o a fare i pezzenti!”. Allibiti… due andarono via ma tutti gli altri restarono. Hunien apprezzò la fiducia di Leslie per la vittoria e Leslie gli rispose di star serena che tanto l’aveva sognata “Sognata?...e che altro hai sognato?” commentò Hunien.
 
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annaelsidel

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Hunien iniziò a dare ordini, parlava a queste Mercenarie di Leslie nelle orecchie e queste partivano a cavallo verso i fianchi. Hunien aveva trasmesso l’ordine alle sue figlie: “NUT!” che significa ATTACCARE, e presa per mano Leslie “Manda avanti le catapulte, sta appena iniziando a diventare interessante!"
Mai discutere in battaglia un ordine di Hunien Sidel, mai discutere un ordine della madre.
Aran lasciò il bosco lanciando la cavalleria alla carica contro il primo accampamento. Mel fissò Laitale "E’ arrivato un messaggio, la nana ha dato il via all’attacco! Bene! Prepara la falce Necromante!”. Uno degli esploratori mandati sulla collina arrivò portando brutte notizie, gruppi di soldati stavano arrivando da Est, erano di sicuro unità del Lord che stavano facendo ritorno alla Fortezza, Mel mandò subito un messaggio ad avvisare Hunien.
“E’ arrivata la risposta della nanetta, l’ordine è di non farli entrare nella pianura e dobbiamo fermarli!” disse Mel “Qualche idea sorella?" gli rispose Laitale. Le due elfe non son sorelle, son parenti. Per la stirpe degli elfi sono tutti Fratelli e Sorelle, tutti uniti sempre in una sola grande ed unica stirpe, gli Elfi Scuri. La stranezza sta nel fatto che Elfi e Mezzelfi non si sono mai chiamati tra loro Fratelli e Sorelle, anche se i Mezzelfi hanno fatto la scelta dell’Immortalità scegliendo il loro lato Elfo, dopo essersi del tutto riappacificati ed uniti grazie a Mel e Annael, è rarissimo che si chiamino fratelli e sorelle, lo fanno in pochi e dipende anche dalle circostanze.
Mel prese la spada "Lasciamo le truppe umane in posizione, prendiamo i nostri Noss Dagor e andiamo sulla collina, dobbiamo tenere il nemico impegnato!”. Hunien aveva ordinato a Narwain di andare subito in aiuto a Mel e Laitale “Eccomi! Forza Sorelle! Scateniamo i Noss Dagor! Nessuna pieta!” non aveva ancora finito di parlare che Narwain era già sparito e con lui tutti i suoi 500 elfi. Dalle nuvole iniziò a scaricarsi l’acqua. Marilla ricevette richiesta d’aiuto di Aran e subito lasciò la posizione andando in soccorso della sorella. Le cose non stavano andando come previsto. La colonna d’armi d’assedio si era fermata, le ruote iniziavano ad affondante nel fango “Non è da Aran fallire una carica! Dovevo prevederlo, non stiamo usando cavalli addestrati dagli elfi!” Leslie non rispose, gli sembrò di sentir gridare il suo nome, si girò lentamente e vide 5 figure a cavallo che stavano arrivando verso di lei, si portò la mano alla bocca “Oh non ci credo…” con le ginocchia che iniziarono a tremare, il suo sogno continuò a prendere forma.
Fortunato arrivò e la prese tra la braccia e la baciò. Dietro di lui c’era Edo, Otto il Pego ed anche il Lasi vestito da Cavaliere “AI VOSTRI ORDINI MIA SIGNORA! LA MIA SPADA COME SEMPRE AL VOSTRO FIANCO!” andando ad abbracciare Leslie che tenne a fatica le lacrime, lacrimò ma erano lacrime di gioia. Poi arrivò un’altra voce “CHE DIAMINE STA SUCCEDENDO QUI!!! C’E’ UNA BATTAGLIA DA PORTARE AVANTI!! CHI SONO QUESTE PERSONE!!” ovviamente era quella di Hunien.
“Sono i miei più cari amici! – prendendo per mano Fortunato – lui è il mio amore!” Hunien fissò l’uomo e disse “Strano nome… piacere, il mio amore, io invece mi chiamo Hunien”. Fortunato non diede retta e prese subito in disparte Leslie “Ma sei matta!? Combattere sotto questo diluvio? I tuoi Generali mi hanno pregato di fermarti! – dando uno sguardo ad Hunien – dicono che stai prendendo ordini da una ragazzina, è quella?” distanti sì; per l’udito umano, distanti no, per l’udito di un elfo “Ehi! Bel tomo! Torna qui! Chi hai chiamato ragazzina? Moine, bacini e mani lunghe, presentazioni, spiegazioni e domande varie, lasciamole a dopo! Forza dannazione, tutti a spingere quelle catapulte! Il nemico non deve vedere che si fermano!”.
Otto e il Pego salirano a cavallo e furono mandati in aiuto ad Aran e Marilla con la riserva di Cavalleria di Leslie. Edo e il Lasi furono mandati in aiuto a Mel e Laitale con la riserva di Fanteria di Leslie “Siamo alla frutta se stiamo già usando le riserve e ancora non è iniziata la battaglia!” disse il Fortunato che era rimasto al fianco della sua amata
“Il mio amore, ma da che parte stai? Ma chi è? perché costui parla e la sua voce mi ronza nelle orecchie come un calabrone impazzito!” disse Hunien con Leslie che aggiunse “Non si chiama, il mio amore… si chiama Fortunato ed è l’uomo che io amo! Il mio amore appunto!” adesso fu Leslie a prender in disparte il Fortunato “Amore non posso spiegarti ora, ho lasciato il castello di nascosto, mi sono recata sui Monti Sacri e…” un urlo la fermò “LESLIE! CHE STAI RACCONTANDO!! TORNA QUI SUBITO! SPRONA I TUOI SOLDATI! MANCANO ANCORA 300 METRI E LE CATAPULTE SARANNO IN POSIZIONE!” era la voce di Hunien. Fortunato restò di stucco quando vide l’amata a testa bassa andar verso la ragazzina come una cagnolina che aveva fatto un danno e con testa bassa e coda tra le gambe tornava dalla sua padrona a chiedere scusa.
Otto e il Pego arrivarono al galoppo buttandosi nella mischia, finalmente il primo accampamento era stato sconfitto. Aran e Marilla ricomposero le file e lanciarono l’ordine di caricare al centro “Perdiana! La festa non è ancora finita, allora forza!” disse Otto; al che il Pego “Compare ma ti pare normale caricare ancora sotto questa pioggia? E chi sono quelle due donne che dirigono la carica?” e subito la risposta “Credo si tratti delle truppe mercenarie di Leslie, se ho capito bene… ma le hai viste compare? A quelle due le seguirei in capo al Mondo! FORZA ANDIAMO! CARICAAAAA!” spronando il cavallo. Hunien fremeva “Eccole finalmente! Aran e Marilla stanno caricando il centro! Brave le mie bimbe!! Leslie dai l’ordine a tutte le truppe d’iniziare ad avanzare verso il centro! Continuate a far avanzare le catapulte!!” Fortunato puntò lo sguardo ma tra la distanza e la pioggia non vide nulla “Dov’è questa carica? la vede solo lei…”. Gli arcieri avevano lasciato la fortezza ed erano corsi lungo la strada, l’ufficiale della Cavalleria nemica aspettava il loro arrivo e quando li vide arrivare “Tenersi pronti! Ho ricevuto l’ordine dal Lord, carichiamo le armi d’assedio, tra 100 metri entreranno nella gittata della Fortezza”. Il Lord era caduto nella trappola.
Al centro Leslie avanzava, ai suoi fianchi Hunien e Fortunato. Hunien osservava il campo, la pioggia non smetteva di scendere “Fai fermare le catapulte! Vedo muoversi qualcosa… sono arcieri!” Fortunato guardò ma non vide niente “Li vede solo lei”. Hunien sembrava che stesse contando la distanza dal centro; doveva tener presente la presenza degli umani e per loro non sarebbe stato facile correre in quel fango. Avanzarono ancora e presero altri 100 metri; Leslie fece fermar la truppa su ordine di Hunien che tornò a guardare in avanti, adesso anche Fortunato aveva una chiara visione ed inoltre aveva appena smesso di piovere. Hunien stava ferma in piedi “La cavalleria si sta preparando a caricare! Arriveranno le frecce mani agli scudi!”. Attimi di silenzio, Hunien fissava il centro e meditava, le sue 500 elfe erano in attesa e la videro sguainare la spada e alzandola al cielo
SOLDATI A ME! A ME!!
IL NEMICO ATTENDE!
AVANTI E' LA VITTORIA!
NON ESITAR GUERRIERO
CONTROLLA LE ARMI!
SERRA I RANGHI!
SO CHE STAI MALE
MA NON SEI SOLO!
SPINGI LA TUA IRA VERSO IL FRONTE!
IO SARO' CON TE AD OGNI PASSO!
CONDIVIDEREMO IL DOLORE
IN TUTTE LE SUE FORME!
RESTA AL MIO FIANCO
TI GUIDERO' VERSO LA SALVEZZA!
SUONINO LE TROMBE!
RULLINO I TAMBURI!
CANTATE FRATELLI E SORELLE!
LA TERRA TREMA SOTTO I VOSTRI PIEDI!
ONDA SCHIACCIANTE!
FUOCO SOFFOCANTE!
LE DURE BATTAGLIE SI COMBATTONO OGNI GIORNO
MAI CEDERE ALLE FATICHE DELLA VITA!
AVANTI! NON FERMATEVI PIU'!
CORRETE ORA!
LO SPIRITO DELL'IMPAVIDO VIVRA!
PER SEMPRE!!
le elfe del suo Noss lanciarono un grido di gioia e di battaglia e subito le furono accanto. Leslie ordinò la carica.
 

annaelsidel

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Edo e il Lasi arrivarono in cima alle colline e scendendo da cavallo “Chi… comanda qui...?” chiese Edo, pronto a prendere il posto dell’Ufficiale; Edo era un Lord e stava usando la sua autorità. Nessuno rispose e si trovò di fronte una figura ammantata con il volto coperto da una maschera a forma di teschio “In Battaglia comando io sono la Gloria e la Morte" Edo per poco non ci restò secco “Santissima madre… per poco non mi fate venire un infarto…” la voce era di donna, alzò il braccio destro ed indicò lontano “Laggiù, soldati in arrivo, quando passeranno il ponte andremo alla carica, non devono entrare nella pianura, li spingeremo a morire nella palude, ti è tutto chiaro?” Edo fece cenno di sì con la testa, il Lasi si fece avanti e chiese “In quanti siamo?” e la donna gli rispose “1500”. Lasi si mise la man destra alla fronte “Quelli laggiù saranno circa 10.000 mila soldati!! Scusate ma prendiamo noi due il comando, siamo molto amici di Lady Leslie e come lei siamo Lord, voi siete mercenari con le idee poco chiare… e se non erro voi siete anche una donna… il mio codice m’impedisce che…” la donna si tolse la maschera e calò il cappuccio nero, Lasi vide i suoi occhi viola penetranti e la voce raccapricciante gli fece tremar i polsi “Non importa chi siete, qui non ci son titoli, qui ci son guerrieri, laggiù forse ci sarà la morte, ma non oggi! Oggi è il giorno della GLORIA di Leslie! O siete con noi o ve ne potente tornare da dove siete venuti, nei vostri freddi letti dove si nascondo i codardi!”.
Sentirsi dar del codardo non fu cosa piacevole per Lasi, Cavalier di Acquisale, stava per affrontar la donna e rimetterla al posto suo quando arrivò un mercenario che disse “Ordine di Hunien! Stanno caricando al centro, non ci sono problemi per ora e acconsente al vostro piano, quando il nemico arriva al ponte potete caricarlo!”
“Bene! – disse Mel – Laitale lasciali perdere! Se son amici di Leslie verranno con noi… Narwain è andato avanti… darà lui il segnale – poi rivolta ai mercenari – ARCO E FRECCE! TIRI PRECISI! AL SEGNALE DI NARWAIN SI CORRE AL PONTE!”
. Edo e il Lasi videro i mercenari partir lenti e scendere dalla collina verso il ponte, si unirono a loro. Una freccia infuocata tagliò il cielo “IL SEGNALE! Ora! Adesso! Corrette! Cacciamoli tutti nella palude! FORZA FRATELLI, FORZA SORELLE! CARICA!!!” disse Mel e con lo sguardo cercò Laitale, e la vide ferma immobile, la negromante teneva gli occhi chiusi stretti “LAI! CHE SUCCEDE!?” vedendola alzare la mano destra “Magia Nera… è in atto un evocazione oscura, non è nostra è Umana! Nella fortezza… Necromanti Umani! Avverti subito Narwain! Uccidete i Necromanti!”

La battaglia al centro imperversava, le unità di Cavalieri nemici si erano mosse e stavano arrivando di corsa nella mischia coperte da loro arcieri. Dai bastioni della fortezza il Lord ammirava la scena e girandosi verso 4 umani vestiti di nero che stavano in cerchio “Avanti! Tocca a voi adesso!”.

Hunien stava per affondare un fendente, la spada restò a mezz’aria. L’elfa era ferma e le sue elfe la circondarono subito proteggendola con gli scudi. Chiusa in profonda contemplazione restò per alcuni istanti poi aprì gli occhi e gridò “VIA DI QUI TUTTI E SUBITO! EVOCAZIONE! EVOCAZIONE! NON RIESCO A BLOCCARE LA MAGIA! MORGUL! MORGUL! SUONATE LA RITIRATA!!” cadendo a terra priva di sensi. Alla vista di Hunien a terra, le sue elfe la presero subito sollevandola e corsero via come fulmini. Tutti gli elfi avendo sentito la parola MORGUL si erano tappati le orecchie e stavano correndo via “LESLIE! – era Aran che le allungava la mano per farla salire a cavallo – andiamo via! Madre ha suonato la ritirata! Rispetta gli ordini presi!”
“Ma… siamo a pochi passi dalla vittoria!”
disse furiosa Leslie
“Non discutere te ne prego! O sarà troppo tardi! Ordina ai soldati di scappare! Via! Via tutti! Rispetta gli ordini, ordina la ritirata!”.
Anche Fortunato non aveva capito bene cosa stava succedendo, quello che vide però lo bloccò, rare erano le volte che poteva raccontar di aver avuto veramente paura. Fece anche una certa fatica ad identificare la Creatura; nel senso che non credeva possibile che quello che stava guardando e che stava arrivando in volo era un Drago. La creatura arrivò in picchiata al centro della pianura, Fortunato sentì l’orrendo ruggito, sentì squilli di tromba e soldati che urlavano, vide Leslie venir caricata a cavallo e fu allora che ritrovò la parola “EHI! NON VOGLIO RESTAR QUI!” iniziando a correr via. Altro urlo della bestia “Allunga la mano! Ti afferro io!” le parole erano di una ragazza a cavallo; troppo esile per sollevare il suo peso, ed invece la ragazza lo sollevò come una piuma caricandolo sul cavallo che lanciò subito al galoppo sfrenato; Fortunato la sentì dire queste parole “AMLUG! AMLUG! RAFNMORN!”. Leslie si teneva ad Aran e voltando lo sguardo “Santi tutti! cos’è quel mostro?” Aran non si voltò “E’ un Amlug! Un drago! Un drago Alanera! Rafnmorn è il nome in elfico! Erano spariti da secoli! La sua magia è potente, madre deve aver provato a fermarlo!”.

Il Lord della fortezza si strofinava le mani, tronfio gustava il sapor della vittoria e se la rideva, le truppe di Leslie erano tutte in fuga. La sua gioia durò pochissimo, il drago non aprì le ali per andare a prendere le truppe in fuga, scatenò tutta la forza sulle truppe rimaste nel centro e nelle sue fauci entrarono i Cavalieri e Arcieri del Lord, dilaniati tutti, “NO! fermatelo! – andando verso i quattro maghi – FERMATELO HO DETTO! FERMATELO SUBITO!” l’evocazione ebbe sì fine, ma non furono i quattro maghi a farla svanire. Il Lord vide una nube di fumo e dal nulla comparire un uomo vestito di nero, fu rapido con il pugnale a tagliar la gola dei quattro maghi che andaron giù come sacchi di patate. Narwain Sidel, la cui arte era di muoversi nelle Ombre, inviato subito da Laitale, si era arrampicato veloce sulle rocce “Chi sei?” chiese il Lord, Narwain non rispose e sparì in una nuvola di polvere verde. Il Lord ispirò la polvere, iniziò a tossire, la bava iniziò ad uscirgli dalla bocca, fece altri 3 passi e cadde a terra, non riusciva a parlare, venne circondato dalle sue guardie che non capirono che cosa era successo esattamente, l’unica cosa certa è che il loro Signore era stato avvelenato. Rantolò il Lord, si contorse a terra e sul bastione della Fortezza trovò la morte. Il Drago agitò le ali e prese il volo portandosi via le nubi nere e lasciando solo cadaveri sparì nel cielo, mentre un timido raggio di Sole scese nella pianura, e fu il segnale che la battaglia delle Quattro Strade era terminata.
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Hunien era ancora svenuta; si temette il peggio, ma la piccola elfa riaprì gli occhi e da non credere; segnate questa cosa, la prima a darle un bacio sulla fronte fu Mel. Si guardarono e Mel le disse “Non osare andare dove non puoi… non ci tengo a tornar a casa senza di te” ed Hunien sorrise “Cara sorella… - qui era inteso come rapporto di parentela - lo sai, quando hai ragione hai ragione, ti ringrazio delle tue parole e stai tranquilla che ancora per tanto mi dovrai sopportare - dando uno sguardo a Laitale – immagino che sia stata tu a distrarre il Drago per non farci inseguire... era una evocazione, era Umana e molto potente! Credo che in questo Regno stia accadendo qualcosa di pericoloso, comprendo adesso perché mio padre ci ha permesso di uscire dal Regno – poi una volta in piedi guardò Leslie – Signora? Che fate qui? Andate a prendervi quella Fortezza! È tutta vostra! La prossima volta raccontatemi dei vostri sogni!”.

Leslie ordinò ai suoi Generali di far ritorno in città e al Castello, con lei restarono 2.000 soldati che una volta entrati nella fortezza andarono a svolgere il compito di Guarnigione; insieme a loro vi erano i 3.000 Mercenari di Leslie. Entrati nella Fortezza gli Umani erano spossati; gli amici di Leslie la stavano tempestando di domande, tutto venne rinviato al giorno dopo per una riunione chiarificatrice. I Sidel si erano sdraiati sulla riva del lago, insieme a tutti gli elfi e da buoni elfi riposarono. L’alba arrivò e sulla torre della Fortezza sventolava il Vessillo di Lady Leslie.

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annaelsidel

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La riunione alla Fortezza
La riunione chiarificatrice non si tenne; o meglio, si tenne 5 giorni dopo la presa della Fortezza. Motivo? Il giorno seguente la presa della Fortezza, Fortunato e Leslie erano spariti; va da se che quando due persone che si amano non si vedono per tanto tempo è chiaro che avranno altre cose da fare… credo sia superfluo indagare. Edo aveva inviato messaggi agli altri amici e venne deciso di aspettarli. Tre giorni dopo arrivarono il Mero, il Fiala, Nep e Lap e Lady Alla. Al quarto giorno si presentò alla Fortezza una Delegazione che apparteneva alla vecchia Alleanza di Leslie; quella sotto il comando del Lord della Fortezza, la notizia della presa della Fortezza da parte di Leslie era girata. I Lord consigliarono a Leslie di rivedere la sua posizione; in pratica la minacciarono che se non avrebbe lasciato la Fortezza loro erano tenuti a rispettare l’accordo di Alleanza e che quanto prima l’avrebbero attaccata ed infine chiesero la liberazione del Lord. Leslie rispose subito che il Lord della Fortezza era deceduto “Si è tolto la vita” e che qualsiasi decisione che i Lord avrebbero preso, lei non avrebbe lasciato la Fortezza “Se pensate di attaccare la Fortezza o la mia città ed il mio castello, le mie truppe sono pronte, hanno già dato dimostrazione di cosa sono in grado di fare, inoltre ho le prove di un tradimento nei miei confronti da parte del Lord e ci sono anche dei vostri nomi”. Venuti a conoscenza che il Lord dispotico si era tolto la vita, a quel punto i Lord cambiarono decisione ed offrirono a Leslie di rientrare nella Corporazione e nell’alleanza; a nulla servirono le scuse e cortesi inviti di rientro, era inutile parlare di accordi scritti e belle promesse, la situazione era cambiata, nuovi risvolti erano da valutare, Leslie rimandò tutti i Lord indietro; fu cortese nel ricordar a costoro di come tempo addietro l’avevano trattata e presa in considerazione. Questa cosa ebbe una ripercussione su Leslie, parlar troppo fu un grave errore. Le prove con la confessione del Generale erano sparite, a questo punto l’attacco alla Fortezza poteva essere visto come un vero e proprio atto di guerra e non più come la giusta decisione di un Lord di far valere i suoi diritti e di punire i traditori; gli amici le inviarono delle loro truppe facendo salire il numero di soldati di guarnigione, la Fortezza non andava persa.

Finalmente venne il giorno dell’assemblea alla Fortezza.

Fortunato; gran pignolo, volle che tutto si fosse svolto secondo le regole ed affidò ad Otto e il Pego il compito di Segretari; i due compari quando si videro arrivare pennini, calamai e quintalate di carta, declinarono immediatamente, l’incarico lo prese Lady Alla e il Mero. Il ruolo di Moderatore venne affidato ad Edo; anzi fu lui a prenderselo. La parola venne subito presa da Leslie “Vi sareste chiesti dove ho trovato questi Mercenari – dando uno sguardo verso Hunien che gli fece un cenno di sì con la testa – dovete sapere che di nascosto mi sono recata sui Monti Sacri” continuando a raccontare tutta la sua storia. Ovviamente tutti quanti restarono meravigliati quando Leslie presentò i 6 Sidel e che quei 3.000 mercenari erano in realtà degli elfi. L’assemblea prese un tono diverso; gli umani volevano saper di più di questi elfi ma soprattutto come mai si erano decisi a farsi vedere. Prese la parola Hunien ma quello che disse non venne capito da nessuno “Mio padre deve aver visto la rinascita di un MALE OSCURO, il Drago apparso ne è una dimostrazione, tra gli umani c’è chi è in grado di usare le magie e sto parlando di magie vere, non di quelle da mistificatori, di cartomanzia, di Come Sopra Così è Sotto, siamo stati noi Elfi a trasmettere queste cose agli umani per dar loro delle Speranze di un futuro e di una vita migliore, poi gli umani ne ha fatto un’arte dell’imbroglio! Potrei far una lista di queste arti mantiche! Siamo stati al fianco degli umani, ci siamo fatti passare per indovini, stregoni, sciamani! Abbiamo smesso quando è iniziata la caccia alle streghe! Non è stata colpa nostra se poi l’uomo ha creato i ciarlatani!” e come scritto sopra, nessuno capì le sue parole. Hunien tornò a parlare del padre e del suo potere di vedere nel futuro, disse che nei suoi 10.000 e passa anni di età si era sbagliato solo 1 volta “Bhe… ha una buona percentuale di successo” disse Otto.

Parlò anche Narwain “Tutti e 4 i Maghi erano impegnati per l’evocazione, siamo stati fortunati… ho potuto colpirli facilmente, se 2 o 3 di loro avesse fatto una copertura magica sul Lord e l’evocatore non sarei riuscito ad ucciderli tutti” riprese la parola Hunien e andò avanti a parlare del padre ed ogni volta che diceva il nome di “ANNAEL; Annael qui, Annael là” la testa di Leslie si faceva sempre più pesante e la sua vista iniziò ad appanarsi. Leslie appoggiò la testa sulla spalla di Fortunato che nel vederla “Un attimo scusate… Leslie non sta bene” lei fece un piccolo sorriso e rispose “E’ solo stanchezza, andate avanti… se non vi spiace mi sdraio sul divano”. Si alzò con la testa che pulsava, la stanza girava e barcollando arrivò al divano lasciandosi cadere pesantemente. La luce che entrava dalle finestre si fece opaca, lo stomaco si contorse e le voci si fecero ovattate.
“Vi state scordando di una cosa, che tutto questo Annael potrebbe averlo già averlo visto o lo starà vedendo in questo preciso momento – disse Mel - tutti noi in questa stanza potremmo essere nelle sua rete e chi di noi sta sognando? In effetti ora che ci penso… perché mandarmi in missione assieme ad Hunien?” Leslie non seppe riconoscere la voce però sentì chiaramente Hunien dire “Non può vedere nel futuro dei suoi affetti, non può essere un nostro sogno… forse per tenerci vicine come sorelle… non siamo mai vicine…”

A Leslie gli parve di vedere Laitale essere al suo fianco vicino al divano, era lei perché riconobbe la voce “Che non possa veder nei suoi affetti è una cosa che dice lui e lui può mentire, ha sempre mentito su questa cosa…per me lui non VUOLE vedere nei suoi affetti perché teme di vederci la morte… ammettiamo che sia un sogno, tu ti sei sempre vantata di essere l’unica tra gli elfi di VEDERE la tela del ragno, non hai percepito nulla… tu vedevi la tela perché lui te la faceva vedere perché eri sua complice, lui in questo istante non ho puntano lo sguardo su di noi, noi siamo le comparse ma la ragnatela è stata tessuta per lei… Leslie… - forse l’elfa le aveva preso la mano – Leslie mi senti?” Hunien sbottò “Non sempre la vedo è vero! visto che parli di complice… credo che il mio posto sia stato preso da tempo da te! Sei tu la complice!” Leslie si sforzò di tenere gli occhi aperti ma proprio non ci riusciva, provò a parlare “Mi state dicendo che tutto questo non è mai esistito? Ma c’è la Fortezza, il Lord mi voleva attaccare, egli è reale”.

Una Voce diversa entrò nella sua mente “Tutto questo non esiste, ma…può essere… che si compia; in qualche modo… non sei qui, ma può essere che lo sarai”. Leslie rispose a questa voce nella mente “E dove sarei? E tu chi sei? La voce della mia coscienza?” la Voce rispose “Può essere… alcuni mi vedono e mi chiamano come tale, per altri sono il Ragno che inganna i sogni, tesso tela ingannatrice, per altri son quello che tesse un possibile destino, ti mostro quello che potrebbe succedere… ed ora tu sai”

“Non capisco”

“Potrai intervenire prima ed evitare tutti quei morti, potrai evitare l’arrivo del Drago… questo è un sogno, starà a tè decidere”
“E’ un sogno premonitore quindi? e cosa dovrei fare?”
“Non devo dirtelo io, io non posso decidere per te, la mia legge me lo vieta… se elimini quel Lord ed ed i 4 Sacerdoti cambierà il destino… io influenzo ma non decido, questo non è un sogno premonitore questo è il mio potere, vedere nel futuro”
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Leslie sentì il sangue lasciare il suo corpo “Sto morendo? Potrò evitar tutto questo… lo farò allora…farò uccidere il Lord ed i 4 Evocatori” e la Voce “Non stai per morire, ti stai solo risvegliando… se quella sarà la tua decisione, sarà la decisione giusta che prenderai in quel momento, non esistono decisioni sbagliate” e Leslie “Ti rivedrò nei miei sogni? Ho bisogno di aiuto, ci sono cose che mi pesano nel cuore” e la Voce “Può essere… non posso dar aiuto, il mio potere è di dar Sempre Speranza, segui la Stella Leslie, la Stella Brillante…” e lei sentì tutti i sensi perdersi.

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annaelsidel

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IL POTERE DI ANNAEL SIDEL

Il suo nome è LA RETE DEL DISTURBO, ma tra la passione dei ragni ed essendo anche conosciuto tra gli elfi con il nome di SIGNORE DELL’INGANNO, il nome più usato è: LA RETE DELL’INGANNO.
A lungo ed ancor discutono gli elfi su questo Potere. Di cosa si tratta? Non si sa… sono magie, incantesimi e fatture di diverso tipo usate e conosciute solo da Annael. La RETE è considerata più come una Fattura, la più potente tra le fatture, trascina e tiene la MENTE della vittima nella sua famosa tela di ragno. Spiegarla è complicato, l’unica elfa che ha scritto una spiegazione è la figlia maggiore di Annael: Hunien Sidel, che ha sempre sostenuto di riuscire a vedere la ragnatela e il ragno nel buio.
“Mio padre ha 3 doni come 3 son i suoi veri nomi, Doni o se preferite POTERI.
Un nome ha predetto che fosse Rè, un nome ha predetto che fosse l’UNICO, un nome ha predetto che poteva vedere nel Futuro.
Il Potere UNICO non si è mai capito bene, gli elfi lo associano al fatto che Annael è l’UNICO elfo con la capacità di MENTIRE, cosa che nessun elfo è in grado di fare, per gli umani non sembrerà un POTERE visto che mentono dalla nascita e in disperate circostante e situazioni, per gli elfi che non sono in grado di mentire e non sanno neppure il concetto della bugia, è invece un enorme potere, gli elfi non sopportano il DUBBIO e Annael quando dice qualcosa; qualsiasi cosa, genera il DUBBIO: sarà vero o sarà falso? Di natura gli elfi sono SOSPETTOSI e CURIOSI ed ogni parola di Annael merita una indagine profonda, alla fine non trovando la soluzione decisero per la via più BREVE per togliersi i dubbi: NEL DUBBIO… GLI CREDIAMO, sanno che mente ma qualsiasi cosa dice è VERITA’. Annael ha fatto della BUGIA un arte, e conoscendo molto bene gli elfi, ha usato la bugia per farli diventare ciò che sono, UNICI ed elfi scuri.
Ma UNICO potrebbe anche essere FIGLIO UNICO, UNICO RE’, UNICO A VEDER OLTRE, ancor oggi ci son elfi che discutono sulla preveggenza dei nomi.
Annael è stato il miglior allievo di una Serpe Parlante che insegnava la MORGUL, mio padre è stato accusato di Necromanzia, una magia vietata agli elfi dagli Antichi Sovrani. Annael ha imparato le magie del nemico usandole contro gli stessi nemici, moltiplicando i danni... ti ripago con la tua stessa moneta.
Annael se lo sentite parlare dirà sempre di non essere un Necromante, non è la sua professione, lui dice di non aver una professione, vi dirà che è SOLO SE STESSO. La sua Voce può far incantare l’ascoltatore, ma lui dice di non essere un INCANTATORE. Mio padre conosce tutte le NOLWE, termine che indica le Arti magiche degli elfi. Cos’è la RETE DELL’INGANNO? Annael è un potente Sognatore, si dice che riesca ad entrare in contatto con gli Spiriti, gli Spiriti gli sono amici e lotta contro gli Spiriti nemici quando è nell’IRREALE, il POTERE di ANNAEL è quello di controllare i sogni:
CONTROLLARE e CONFONDERE la mente altrui nell’IRREALE.

Riesce ad entrare nel MONDO ONIRICO di chiunque, anche degli elfi, anche se esistono creature che come gli elfi non dormono ma si riposano assentando la mente per poche ore, in quel periodo di assenza lui è in grado di colpire e di entrare nella loro mente. Spesso si usa dire: mai riposare o dormire se ne paraggi c’è Annael. Se la mente della vittima è già nella sua tela di Sogni, non importa la distanza, ovunque sei, appena la mente si distaccherà dal corpo ed entrerai nel mondo onirico, il Ragno sarà lì ad aspettarti!
Annael MANIPOLA l’IRREALE a suo piacimento, vedi quello che può essere… o che mai sarà… vedi quello che mai esiste e che mai esisterà, la manipola al punto che può riuscire a far danni o lasciare conseguenze nel REALE. Non so a che categoria appartiene, sicuramente è una fattura, ma è anche magia ed incantesimo, una TELA FITTA, spiegarla agli umani in termine e conoscenza elfica è del resto complicato.
Sicuramente appartiene alla: LUCHTA; indica l’arte dell’illusione, sono magie ed incantesimi che illudono la mente, insieme a lei viene sempre usata la: RANYANWA; indica l’arte di deviare la Realtà, sono magie ed incantesimi. Una mente ILLUSA e DEVIATA può essere colpita in diversi modi, la più potente è la: TURE; indica l’arte di Dominare le menti altrui al proprio volere; vietatissima da usare contro gli Umani in quanto hanno ricevuto dall’UNO il libero arbitrio. Se viene usato il Dominio della Mente; che è una Fattura, un elfo dalle capacità di Annael userà anche la: MACHTA; indica l’arte della MANIPOLAZIONE. La MENTE della vittima è nella Rete, Illusa, Deviata, Dominata, Manipolata da Annael. Ed è qui che arrivano le magie e gli incantesimi che fanno parte della MORGUL, la magia nera. Annael di sicuro usa la: SERCE; la magia del sangue, il sangue del Padrone, legando le vittime ancor di più al suo volere dall’IRREALE nel REALE. Userà la: HALYA; l’arte Oscura delle Ombre, la vittima non vedrà mai la tela ed il ragno, non saprà di esser parte e complice dell’inganno, e nel sogno può mostrare una FALSA REALTA' visto che è in grado di mentire.
Quanto dura e quanto è in grado Annael di mantere questa potente fattura?
Mio padre ha iniziato ad usare il suo FAIRTUO; forza spirituale, NAMIE e SAMA; volontà e concentrazione, da quando era piccolo; diciamo già a 7 anni… neppure io sono in grado di comprendere la potenza di questa Fattura e sicuramente neppure lui! Visto che a volte gli è sfuggita dalle mani! E non scordiamo la sua passione per i Ragni, da cui di sicuro ricava ed ha modificato tossine arricchite con allucinogeni, inoltre è esperto di erbe, funghi ed altri veleni.

Non è confortante… Mio padre è riuscito a mantenere questa potente fattura per ben 145 anni di seguito! nella Guerra contro le Serpi Parlanti! Ingannandole tutte! I Sogni non hanno mai fine e lui è un potente Sognatore”

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annaelsidel

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Incubi
Lasi, Cavalier di Aquisale e il suo pari Medoro dei Nasoni, si erano recati in un Regno del Sud; Edo aveva ricevuto notizia di Lord interessati alla Rivolta contro l’Alleanza Orientale e aveva chiesto ai due Cavalieri la cortesia di andare a verificare. Il viaggio fu piacevole fino alla frontiera, entrati nel primo Regno del Sud le cose cambiarono da subito. Arrivarono in una provincia dove i paesani del luogo gli dissero che era in corso la 357° Guerra delle Gemme e che se erano Cavalieri venuti in cerca di fama e gloria se ne potevano tornare a casa perché non avrebbero trovato né una né l’altra ma solo patimenti e sofferenze dell’anima.
A sentir le parole del Volgo per i due Cavalieri invece sembrò un lavoro adatto a loro dato che il Volgo non ragiona e il suo parlar è sempre dettato dall’ignoranza “E’ inutile parlar o ascoltar gli ignoranti, conserva il fià per i pochi eletti, ignoranza e mediocrità unite insiem è il parlar del Volgo” disse il Mero.
La provincia non era grande ed era sotto il controllo di Quattro Casate che si facevano guerra per colpa del trascinarsi di una faida interna che nessuno ormai ricordava il motivo per cui era iniziata. Visto che era in compagnia di un altro Cavaliere, per il Lasi era un’ottima occasione per confidarsi con qualcuno, sapendo che nulla sarebbe trapelato dai loro discorsi visto che anche il Mero era vincolato al Giuramento “Parla pure amico mio ma se non ti spiace comincio io, visto che anch’io ho patimenti e; senza offesa, credo che siano più gravi dei tuoi” disse il Mero ed iniziò lui a parlare. Lasi restò sconvolto, il Mero aveva tradito la moglie “E’stata solo una volta ed è durata poco” adesso cercava consiglio su cosa fare. Da come gli stava raccontando sembrava quel raro caso di un Colpo di Testa che nel maschio; pare, nasca all’improvviso e finisce la mattina dopo, ma il Mero andò su discorsi più complessi esordendo con questa frase “Le donne possiedono un Sesto Senso nel scoprir le infedeltà, la mia consorte ad esempio riesce a scoprire i tradimenti altrui” al che portò il Lasi a far altro genere di domande non essendo del tutto convinto a questo punto; e la faccia del Mero gli dava ragion di crederlo, che si fosse trattato di un Colpo di Testa nato e morto nello stesso giorno. Più che domandar mise sotto il torchio della verità il Mero e gli disse che per il suo bene gli avrebbe spremuto la coscienza per liberarla da quello che a tutti gli effetti e senza scusanti di sorta è un Crimine, il Codice Cavalleresco non ammette la slealtà e l’infedeltà e gli autori di tal gesti sono Traditori. Il risultato della Torchiatura non fu confortante.
In primis: la relazione non era durata poco, era durata 2 anni e LEI l’aveva conosciuta quando aveva 17 anni, figlia di un Anziano Nobile di corte, cugino di Terzo Grado della consorte. La ragazza si era illusa di questo amore e tormentava il Mero di lasciar la moglie, lui per correre ai ripari mise in piedi un falso complotto ordito contro l’Anziano Nobile e così pote cacciare dal castello e dalla città tutta la sua famiglia "Le ragazzine giovani son le peggiori! Io mai gli feci promesse, fece tutto di testa sua! ti consiglio di starne alla larga anche se non sei sposato".
Lasi aveva la pelle d’oca, subito pensò a Mirtilla; non sapeva gli anni ma di sicuro non arrivava a 20... sul fatto che le ragazze fossero le peggiori avrebbe già voluto dargli risposta ma quello che non tollerava era che lui gli stava dando un consiglio, ma era solo l’inizio.
Secundis: questo tradimento aveva avuto dei precedenti, era l’erede di altre corna alla moglie e mentre raccontava di tutto questo, il Lasi disegnò un nuovo ritratto del Mero, frequentatore abituale e irriducibile di prostitute e di donne libere o sposate “Che cosa dovrei fare?” chiese il Mero e il verdetto del Lasi non andò sul leggero. Per prima cosa doveva uscire dall’Ordine dei Cavalieri, poi andarsi a confessare e sarebbe stato giusto dirlo anche alla consorte con la quale aveva fatto 4 figli; Lasi conosceva la moglie del Mero, anche se l’aveva vista 3 o 4 volte, gli bastarono per capire che era una bravissima donna, moglie e madre che non meritava la menzogna, dal punto di vista Esteriore per la serie “anche l’occhio vuole la sua parte” non era di certo una Venere; uno dei suoi più famosi difetti era che entrava prima il suo naso e poi lei, fianchi larghi e seno abbondante che non si capiva dove finiva ed inizia la pancia, però vorrei veder altre Dame che dopo 4 figli mantengono il fisico di quando avevano 20 anni, per la cronaca si chiamava: Veronick Zieller Blaoine, la sua Casata era una delle più importanti e antiche dei Regni del Nord e per tornare al difetto del naso, va ricordato che anche il Medoro Cavalier dei Nasoni non scherzava, la sua Casata era diventata famosa per il loro naso Aquilino.
Venne il turno del Lasi che ancora sconvolto dalla confessione cambiò idea e pensò “Ma ti par che io mi confessi ad uno che al posto di esser Cavalier è Puttanier?” scusate il termine che par nascere dal Volgo ma invece è proprio il termine corretto usato anche dagli Eletti Letterati nei lor Aulici poemi tanto amati dal Mero. MAI e poi MAI avrebbe raccontato della SUA Mirtilla! Inventò la scusa che si era ritrovato a giudicare un problema di eredità e lui era a conoscenza di alcuni segreti e chiedeva consiglio se doveva renderli noti con il rischio di far finire i colpevoli sul patibolo. Facciamo notare quel POSSESSIVO di MIA del Lasi, lo si fa notare perché è SOLO NEL PENSIERO e non altrove; ricordate di questo.
Il Mero diede retta quel giusto e rispose nel vago, sarà stato per il peso della vergogna e della colpa che il Mero sparì lasciando da solo il Lasi; non disse nulla, la mattina dopo il Lasi si svegliò e il Nasone non c’era più, manco due righe di spiegazione, volato via come uno starnuto.
Lasi si era fatto una scorta di foglie di Salvia, un cerusico gli aveva detto che leniva il bruciore di stomaco e lui di bruciori ne aveva parecchi, una fornace alimentata da un grande mantice che soffiava giorno e notte. Finchè era stato nel suo Regno e lontan da casa, aveva mantenuto una corrispondenza con i suoi fidati consiglieri, più volte cercò di scrivere anche a Mirtilla ma già all’inizio era impacciato “MIA CARA MIRTILLA…” perché gli doveva esser cara? Forse era esagerato… “DOLCE MIRTILLA…” ma era sicuro che fosse dolce? Non si era fatto più vedere e magari la dolcezza di Mirtilla era finita in una torta e adesso era molto AMAReggiata… quindi cambiò l’intestazione: “AMARO E’ IL FATO…” no, neppure questo andava bene… “IN RICORDO DEL TUO BACIO TI SCRIVO…” orrendo!!! Il coraggio di buttarsi tra 100 nemici l’avrebbe trovato i pochi secondi, mentre non ne trovava per scrivere ad una donna. Tutti i tentativi finivano nello stesso modo, carta arrotola e buttata sul fuoco; gli venne pure la rabbia di mangiarsela. Lasi era diventato un Ruminante, masticava cespugli di Salvia. Proseguì solengo nella provincia tormenta dalla Faida ed i suoi pensieri per Mirtilla furono cancellati appena lo sguardo andò a cader sul campo di battaglia; ricordate anche questo.
Si mise la mano sulla fronte per la disperazione, persino un imbecille tarato al quadrato cubico; senza offesa per chi lo è imbecille, se sai di esserlo è un dato di fatto che lo sei, ergo non dovesti restar offeso; non ci saranno problemi di sorta, un imbecille non arriverà mai a questo punto del racconto ma ci avrà già rinunciato alla Decima riga dell’Introduzione… comunque nel caso sarò disponibile a far subito le mie scuse all’imbecille, anzi già mi scuso e proseguo nel racconto… si diceva che anche un imbecille cubico si sarebbe reso conto che in quel luogo vi era non una guerra ma un dramma in atto. La guerra è già di suo un dramma, il sol pensier di cosa causa e le conseguenze dovrebbe già far desistere chi la ritiene Saggia per risolvere le questioni, qui il dramma era andato oltre. Lasi sputò la Salvia, tutta la sua esperienza venne a galla. Lo scenario non era dei migliori, nessun soldato chiese le sue credenziali, camminò tranquillamente fino alle trincee, camminò tra giovani ed anziani dallo sguardo perso, erano lì a far numero; codesta gente non sarebbe stata neppur considerata dal Triage Militare, gli ricordò alcune frasi di un racconto di un Cavalier di nome Lessen Even “…ed ero in prima linea, in compagnia di feccia umana, di carne da macello… disertor, oppositor della politica e della religion, assassini e delinquenti di ogni tipo che a raccontar mi vien voglia ancor di gettar la spada”. A dargli un caldo benvenuto arrivarono delle palle infuocate lanciate da trabucchi "BOIA LADRA!” buttandosi dentro una trincea scavata tra pietre ben levigate e terra dura; per poco nel tuffo non ci lasciò l'osso sacro. Il plastico tuffo; o l'aver sacramentato in varie lingue e dialetti, attirò su di lui lo sguardo di un giovane ufficiale di fanteria, il Lasi fece una specie di saluto militare e il giovinotto "Signore! ai vostri ordini! Cosa dobbiamo fare?" Lasi si grattò il naso “Lo chiedi a me?” il giovane ufficiale venne squadrato e subito catalogato dal Lasi come: figlio di papà, accademia militare già pagata in anticipo, esami passati a suon di soldi, carriera non per meriti in battaglia ma per agganci ovunque.
Lui odiava questo genere di ufficiali e dando una sguardo alla truppa nella trincea, vide molto chiaramente l’espressione di chi aveva già perso in partenza. “Meglio andar via subito” pensò e diede uno sguardo verso il nemico e vide chiaramente un vessillo conosciuto, era quello dell’Alleanza Orientale che aveva invaso il suo Regno “Cercano elfi pure qui?” disse a bassa voce.
 

annaelsidel

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"Questo è il tempo in cui il cielo nero e maledetto abbraccia il Mondo... pentitevi dei vostri peccati..."
Si girò e vide un prete, anzi un Falso Prete, fintosi tale per evitare la guerra e le battaglie; “Codardi; Vigliacchi” sono i nomi con cui vengono identificati e per un Cavalier è la peggior specie che si possa incontrare in un campo di battaglia. Secchiello pieno d’acqua; piovana e putrida, un bastoncino di legno su cui era legata in testa in modo posticcio una coda di coniglio; il tipo aveva una spregevole ironia Simbolica… usando il Coniglio per benedire chi era in cerca di coraggio… il prete intingeva nel secchiello la coda e toccava la fronte dei soldati a mò di Santa Benedizione Divina. Per chi non lo sapesse, il Coniglio è animale che fugge al primo rumore. A Lasi quel simbolismo del “Benedico con il Coniglio i Conigli” gli restò subito sul gozzo e il Prete stava per far la stessa cosa al Lasi e lui “Non d’azzardar o metto te al posto della coda di coniglio!” il prete non disse nulla e girò i tacchi.
Tra l’altro questa cosa del Coniglio che fugge non è vera, io ho visto dei Conigli tener testa a dei serpenti e farli fuggire! il Coniglio è una preda e la natura gli ha dato come difesa la Fuga Veloce al minimo rumore, questo non vuol dire che sia Pauroso e non ha un minimo di Coraggio; sono animali socievoli e di ottima compagnia che non hanno paura di niente.
Lasi doveva assolutamente mangiar qualcosa, lo stomaco disperato chiamava il cervello “OHH lassù! Fai buttar giù carne! Che qui sotto è tutta una distesa verde di Salvia!”. Prese dallo zaino della carne secca e una stecca di lardo salatissimo, i biscotti erano talmente duri che li mise nella sacca della fionda. Il cibo andò giù e in tutto il corpo si fece gran festa, con il sangue che fluiva gridando “MUSCOLI, CELLULE! E’ ARRIVATA LA CARNE!” per la cronaca le dita dei piedi festeggiarono 1 ora dopo… non protestarono sull’autorità del CAPO IN TESTA di mandar prima energia in altre parti più importanti.

Lasi sbirciò oltre la trincea, il nemico era avanzato e qualche freccia gli sfrecciò sulla testa "Vai via” si disse e quando tornò in piedi, pronto a scattar fuori e correre, la vide… fu allora che la vide... la bestia... era là... ferma. Ferma ad affilare i denti con l'alito che sapeva di ferro, con gli occhi iniettati di sangue e dai numerosi peccati ereditati dalla volontà del Male. Muoveva la coda, sbatteva le ali rendendo l'aria tagliente, rilasciando un fetore di innumerevoli cadaveri... orrenda da togliere il respiro, orrenda da coprir la vista "Santi tutti... ringhia di fame". La bestia conficcò gli artigli nella terra, caricò il corpo sulle zampe posteriori, preparandosi a prendere la vita degli innocenti, la bestia si stava preparando a caricare la trincea. Lasi, Cavalier di Aquisale tornò al coperto, l'istinto era di armarsi, di dare ordini su come affrontarla, ma nessuno dei soldati presenti sarebbe stato in grado di affrontarla e questo lo capì subito il Lasi.
Sconsolato, il prode Cavalier cercò di far quello che era giusto fare, cercar di salvar vite, fece un grande respiro incamerando litri l'aria nei polmoni, urlò "VIA DI QUI! RITIRATA! SCAPPATE! CORRETE E NON FERMATEVI! VIA TUTTI! TUTTI AL RIPARO DIETRO QUEL MURO! ADESSO!” nella sua mente si disegnò per pochi secondi il volto di Mirtilla ma sulle labbra era scomparso il sapore del bacio; Lasi, Cavalier di Aquisale l’aveva scordato e balzò fuori dalla trincea. Esperto guerriero aveva già calcolato tutto, la distanza, la respirazione e il peso che si portava dietro, il tempo che serviva per mettersi al riparo dietro il muro, non si voltò, sentiva il ringhio della bestia calare nella trincea, seguito da urla inumane. Sperò, lo sperò di cuore, che altri stavano correndo dietro di lui. Mentre correva, la testa mozzata del finto prete gli finì tra i piedi facendolo inciampare e cadere. Si rialzò dando un calcione alla testa, guardò per pochi istanti quello che stava accadendo e tornò a correre tra le lacrime, nessu’altro dei soldati era scappato, atterriti dalla paura erano rimasti inermi nella trincea e la bestia si stava mangiando tutta la trincea e la sua fame non pareva aver fine. Lasi, Cavalier di Aquisale pianse e pianse molto e nelle molte notti che seguirono si chiedeva se era stato giusto lasciarli al loro destino, lui avrebbe dovuto mettersi al loro comando e fermo in piedi affrontar la bestia. Notti piene di incubi, un pugnale nel cuore per Lasi, dov’era finito il Cavalier pronto a morir? A rincorrere ancora il bacio di una donna sul molo della sua città, non era successo ieri o tre giorni fa… era successo da tempo e tutto era rimasto in sospeso, tranne che lui; Lasi Cavalier di Aquisale, si sentiva meno Cavalier ed anche meno uomo e nonostante questo decise di far rapporto della situazione e poi; costi quel costi, di tornare finalmente a casa.

Nel mentre il Fortunato ed Edo stavo portando avanti le trattative per altre alleanze e cercar di reclutare altri soldati. Una donna arrivò a cavallo al castello di Edo “Siete voi gli amici di Lady Leslie? Fortunato ed Edo? – vedendoli far cenno di si con il capo – la vostra amica è rimasta ferita da una caduta avvenuta giorni fa sui Monti Sacri, sellate i cavalli che vi porto da lei” Fortunato sgranò gli occhi “Sui Monti Sacri?! Che diamine ci è andata a fare?” e la donna “Milord vi spiegherò durante il viaggio, la vostra amica non ci ha detto molto, è ancora confusa dalla caduta, ha detto che stava cercando gli elfi, sellate il cavallo non perdiamo altro tempo”
“Elfi?! ma questo è un incubo!”

Edo arrivò di corsa tenendo le redini del cavallo di Fortunato “Svelto Sali! La tua donna è una pazza! Gli avevo detto chiaramente che cosa doveva fare! Niente! Non è stata capace di restar ferma, perché non mi ha dato retta!” Fortunato afferrò la manica di Edo “Già ti avevo avvisato sul tuo comportamento! Se sento altre parole del genere farò fatica a non tirarti il guanto! - lasciando la presa e fissando l’amico – scusami sono nervoso e agitato… ma… dov’è il tuo cavallo? Tu non vieni?”
“Sto aspettando Lasi, l’ho mandato a Sud insieme al Mero, ho saputo che Mero è tornato per dei problemi lasciando da solo il Lasi, devo aspettarlo perché se non torna manderò qualcuno a cercarlo e se torna mi deve far rapporto e in seguito ci dovremmo aggiornarci, ci sono alcuni sviluppi di cui devo informare il gruppo”
vedendo Fortunato scuotere la testa “Edo! – seguì una sequenza di colorite bestemmie – mi parli di sviluppi quando c’è Leslie ferita? Edo santo il cielo! Stiamo parlando di Leslie!! Fatti portare subito un cavallo!” intanto la donna li ascoltava e li fissava con un certo interesse, Edo rispose “Ah certo parliamo di lei! Che ha lasciato il suo castello per andare a cercar cosa? E un domani che le verrà assegnato un compito importante ci potremmo fidare a lasciarla sola o farà ancora di testa sua? – vedendo l’espressione del suo amico – ma sì… aspetta che mi faccio portare il cavallo, scusami ma sono nervoso anch’io… - lanciando un fischio acutissimo; nessuno dei due si accorse che la donna ebbe una specie di mancamento portando le mani a coprir le orecchie – sono preoccupato anch’io, il Lasi se la caverà da solo – vedendo arrivar lo scudiero con il cavallo – andiamo Dama! Qual'è il vostro nome? Facci strada!” montando a cavallo "Laura Milord". Tre figure a cavallo lasciarono al galoppo la città di Edo, una di loro era proprio Edo e la sua faccia non era troppo convinta.

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